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27/09/2026 ore 15.11
Storia e memoria

Pizzo, la bottega Galeano compie 80 anni: dal dopoguerra a oggi, una storia iniziata con le “librette” del credito

Clemente Galeano aprì il negozio in via San Francesco il 24 settembre 1946, pochi mesi dopo il congedo dalla Marina. Ottant’anni dopo restano alcuni degli arredi originari e il ricordo di un commercio fatto anche di fiducia, spesa a credito e piccoli gesti di solidarietà

di Redazione

A Pizzo ci sono attività commerciali che, con il passare degli anni, finiscono per diventare pezzi della storia della città. È il caso della bottega Galeano, che raggiunge il traguardo degli 80 anni di attività, attraversando generazioni, trasformazioni sociali e cambiamenti profondi nelle abitudini di acquisto senza perdere il legame con le proprie origini.

Tutto cominciò nel 1946

La storia comincia il 24 settembre 1946, quando Clemente Galeano ottenne la licenza per aprire in via San Francesco una bottega destinata alla vendita di legumi, frutta secca e fresca, alimentari e altri generi di prima necessità. Era stato congedato pochi mesi prima, il 15 dicembre 1945, dopo avere prestato servizio durante la guerra a bordo dell’incrociatore R.N. Duca degli Abruzzi, dal 19 aprile 1942 al 10 luglio 1945, esperienza per la quale fu decorato con la Croce di guerra per lunga navigazione in zone di guerra.

Il dopoguerra, però, non lasciava molto spazio ai ricordi. Bisognava ricominciare. Galeano, rimasto orfano di madre già a 19 anni, scelse così di costruirsi un lavoro e una famiglia partendo da quella piccola attività commerciale.

Le “librette” e la spesa a credito

Sono gli anni in cui nelle case il denaro scarseggia e anche la spesa quotidiana può diventare un problema. La bottega assume così una funzione che va oltre il semplice commercio. Un pacco di pasta o una pagnotta di pane, raccontano le memorie tramandate in famiglia, non venivano negati a chi non aveva la possibilità di pagare subito. E per i bambini c’erano le caramelle custodite nei grandi barattoli di vetro esposti nel negozio.

A raccontare quell’epoca erano anche le ormai celebri “librette dal bordo rosso”, sulle quali venivano annotate le somme lasciate a credito. Una forma di commercio basata soprattutto sulla fiducia personale, quando il rapporto tra cliente e negoziante valeva spesso più di qualsiasi garanzia.

Gli arredi rimasti come ottant’anni fa

Da allora sono passati ottant’anni. L’attività è rimasta in piedi mentre intorno cambiavano Pizzo, il commercio e il modo stesso di fare la spesa. Alcuni degli arredi originari sono ancora presenti nel negozio, conservati volutamente anche se sottraggono spazio a esposizioni più moderne. Sono diventati parte dell’identità della bottega e, per chi entra, rappresentano una piccola finestra su un modo di commerciare ormai quasi scomparso.

Proprio questi elementi attirano anche la curiosità dei turisti, che si trovano davanti a un ambiente capace di conservare tracce materiali di un’altra epoca. La famiglia considera l’Alimentari Galeano uno dei negozi storici più longevi ancora in attività a Pizzo.

Niente celebrazioni solenni, comunque. L’ottantesimo anniversario sarà vissuto come sono trascorsi tanti degli anni precedenti: dietro al bancone, servendo i clienti. Forse è proprio questa continuità quotidiana, più di qualsiasi targa o riconoscimento, a raccontare cosa significhi per una piccola attività commerciale riuscire a restare aperta per ottant’anni.