Sezioni
22/01/2026 ore 12.32
Sport

Vibonese, si lavora per la riorganizzazione della società: il possibile ritorno di Danilo Beccaria

Ieri sera il sindaco Enzo Romeo ha tenuto una riunione per sondare l'interessamento di possibili nuovi soci. Tra i partecipanti c’era anche lo storico dirigente rossoblù molto legato a Pippo Callipo

di Vincenzo Primerano

Sono ore concitate in casa Vibonese dopo la consegna del titolo al sindaco da parte della società capitanata dal presidente Fernando Cammarata. L'impellenza, infatti, adesso è quella di rimettere ordine nell'assetto societario e ridare alla Vibonese una o più figure di riferimento.

La riunione

Al momento la Vibonese è nelle mani del primo cittadino Enzo Romeo che in questi giorni si sta dedicando anima e corpo alla causa, cercando di costruire una nuova cordata di imprenditori in grado di risollevare le sorti rossoblù: «Non ho mai detto che la cordata di nuovi soci è già pronta, bensì che ci sono delle persone disposte a mettersi in gioco e capire se ci sono le condizioni per rilevare la gestione della squadra».
Proprio il sindaco Romeo, molto attivo in queste ore, nella serata di ieri ha convocato una riunione al Comune, con interlocutori  interessati al progetto. All'incontro hanno partecipato personalità vibonesi. Una risposta da parte dell'imprenditoria vibonese c'è stata, e una conferma è ad esempio la presenza all’incontro di Danilo Beccaria, storico dirigente ultra decennale della squadra. Una presenza, la sua, che potrebbe anche essere un buon segno e nutrire la speranza di un suo ipotetico ritorno, direttamente collegato alla permanenza di Pippo Caffo, che però ai nostri microfoni ha già dichiarato di voler rimanere solo come socio di minoranza, escludendo però un suo ritorno come presidente
La riorganizzazione passa inevitabilmente anche dalla scelta del nuovo direttore sportivo. In questo caso però l'argomento è ancora acerbo, anche perché prima di tutto bisogna mettere ordine negli aspetti societari.

Vibonese, titolo consegnato al Comune. Caffo: «Io di nuovo presidente? No, altrimenti non me ne sarei mai andato»