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13/05/2026 ore 13.27
Sport

Vibonese salva, parla “mister miracolo” Fanello: «Impresa sportiva compiuta in silenzio. Il futuro non può prescindere da patron Caffo»

I rossoblù restano in Serie D dopo un campionato difficilissimo segnato dalle vicende societarie. Il tecnico davanti alle telecamere di LaC: «Non è stato facile lavorare in un contesto che invece di migliorare peggiorava costantemente»

di Vincenzo Primerano

Un filo sottilissimo che sembrava dovesse spezzarsi da un momento all'altro, fragile come cristallo e per questo da gestire con cura. Il percorso che ha portato alla salvezza della Vibonese non è stato semplice, forse il più travagliato di sempre. Alla fine però la nave è stata portata in salvo tra lacrime di gioia e sospiri di sollievo. Un calvario durato mesi, quando tutto intorno era buio. Di questo miracolo (perché di miracolo si tratta) se ne è parlato a Zona D, format di LaC Tv, condotto da Paolo Giura e Stefania Scarfò.

Ospite della puntata è stato proprio uno degli artefici principali di questa impresa, ovvero mister Danilo Fanello: «Una salvezza che sembrava insperata, viste anche le condizioni che col passare del tempo non miglioravano, anzi, peggioravano costantemente. Al playout contro l'Acireale siamo arrivati con una formazione rimaneggiata dal momento che avevamo tre squalificati, ma i ragazzi sono stati encomiabili e hanno regalato la salvezza alla società e alla città».

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Non sono mancati i momenti di sofferenza in quei novanta minuti che sembravano durare un'eternità: «Abbiamo avuto tante occasioni per chiuderla ma non ci siamo riusciti, poi negli ultimi minuti è fisiologico rischiare. Il pubblico ci ha dato una grossa mano soprattutto nel finale. In testa mi balenavano tanti pensieri, perché il calcio molte volte è crudele e non volevo rivedere gli incubi dello spareggio contro il Bisceglie quando ero sulla panchina della Vigor Lamezia. Calciare davanti al portiere a mente lucida non è facile, poi non dimentichiamo che la maggior parte erano giovanissimi e l'emozione era forte. Solo elogi per loro».

Il futuro (anche) con Caffo

Non è facile prendere forza quando tutto sembra perduto, questa squadra però lo ha fatto e alla fine ha vinto: «Raggiungere questa impresa sportiva - continua il tecnico - non è stato facile, soprattutto se ripensiamo alle varie vicissitudini che la squadra ha dovuto passare tra partenze improvvise e gestione settimanale. Noi però siamo sempre rimasti compatti e silenziosi, senza lamentarci in giro. Ora bisogna guardare al futuro e riorganizzarsi senza tornare a commettere gli errori fatti, aggiungendo alle già brave persone che ci sono, altre figure con le competenze giuste».
Ovviamente il futuro deve passare non solo ma anche da Pippo Caffo: «Ho avuto il piacere di conoscerlo ed è una persona eccezionale, dal cuore d'oro, al quale non si può non affezionarsi. Penso che la Vibonese abbiamo un estremo bisogno di Pippo Caffo e delle sue doti umane, di tutto ciò che può fare ma se chiede una mano di aiuto bisogna dargliela, per il bene di tutti».