Vibonese, due mesi per scrivere il destino. Meli: «A questa squadra manca una guida»
A cercare di analizzare la situazione delicata dei rossoblù ci ha pensato l'ex ds del club: «I soldi di Caffo sono stati gestiti in maniera sbagliata»
Il campionato di Serie D (girone I) riparte, dopo la sosta di settimana scorsa, per quello che sarà l'ultimo sprint, quello decisivo, da qui alle otto giornate che mancano al termine della stagione. Due settimane di stallo in cui la Vibonese ha avuto il tempo di guardarsi negli occhi, di rifiatare e ripartire, cercando il giusto assetto con il nuovo mister Fanello per la volata salvezza.
La situazione generale
Le pesanti difficoltà del club rossoblù sono state più volte ribadite e con gli esponenti dirigenziali che stanno cercando quantomeno di tamponare la cosa e trovare una soluzione temporanea e che porti quantomeno un lieto fine il prossimo 3 maggio (ultima giornata di campionato). Insomma, tra una società che deve essere ridefinita e una posizione di classifica che non ammette sbagli e che sta presentando gli spettri dei playout, c'è una Vibonese che deve rispondere esclusivamente sul campo e rialzarsi dalle cinque sconfitte di fila. L'ultima novità, nei giorni appena trascorsi, è stata l'addio di capitan Balla che ha abbandonato quella che avrebbe dovuto essere la "sua" nave, lasciando in balìa delle onde la squadra.
La visione di Meli
Insomma, negli ultimi mesi tanto è stato detto e con i punti focali della crisi rossoblù che sono stati più volte esaminati. Ai microfoni di LaC News24 si è cercato anche di vedere la cosa da prospettive diverse con una voce "fuori dal coro", ovvero quella dell'ex direttore sportivo rossoblù Ettore Meli: «La Vibonese purtroppo sta vivendo una situazione particolare. Io posso raccontare di quello che ho vissuto quando ero al Luigi Razza, qualche stagione fa, e già lì vivevo un Pippo Caffo stanco e che aveva il desiderio di mollare. Non bisogna però dimenticare quanto di buono fatto dal presidente in tutti questi anni».
Un lento declino, purtroppo, quello di questa stagione che peraltro era cominciata anche bene: «Io posso giudicare quello che ho visto all'inizio - continua l'ex ds rossoblù - ovvero da un lato una squadra forte e guidata da un allenatore bravo e che esprimeva un buon calcio; dall'altro i continui rumors inerenti un finale che tutti già temevano e si aspettavano». Una sorta di esodo che ha portato, gradualmente, all'addio di quasi tutti i big, l'ultimo il già menzionato Balla: «Il suo addio - continua Meli - può avere sia un punto di vista negativo che positivo, perché in questo preciso momento storico bisogna tenere solamente chi vuole davvero rimanere e dare una mano».
Cattiva gestione
Un castello che si è sgretolato mese dopo mese e con molte cose che forse sarebbero potute andare diversamente, come afferma lo stesso Meli: «Il patron Caffo aveva venduto la società a due determinate figure che, a detta loro e quando si sono presentati, avevano affermato di avere alle spalle altri soci di cui qualcuno ha poi fatto il bello e cattivo tempo. A prescindere da questo, Caffo aveva messo una somma importante per la stagione e con la quale si sarebbe potuto viaggiare per tutto l'anno, ma se i soldi sono finiti dopo solamente due mesi allora vuol dire che qualcosa si è sbagliato e che questi soldi non sono stati amministrati nel modo corretto. In una programmazione seria una società spende quello che può spendere, non fare il passo più lungo della gamba».
L'assenza di una guida
A tutto ciò si aggiungo queste ultime otto giornate che che saranno vitali, o fatali, per il destino di una Vibonese a cui non manca la qualità dell'organico ma qualcos'altro secondo Meli: «Al momento è una Vibonese in grave difficoltà ma non completamente spacciata. Ciò che manca è una guida che stia quotidianamente con la squadra, nel campo e nello spogliatoio. Inoltre c'è da dire che attualmente il bilancio della squadra è sano e anche se Caffo non è più presidente, i calciatori sono regolarmente pagati, di conseguenza anche i calciatori devono chiaramente reagire».