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16/05/2026 ore 21.54
Sport

US Vibonese, Putrino ripercorre i quattro mesi di calvario: «Quando il mare era in tempesta pochi si sono avvicinati»

Le parole del commissario rossoblù ad interim dopo la salvezza ottenuta nel campionato di Serie D: «Un inverno molto rigido, alla fine però ce l'abbiamo fatta»

di Vincenzo Primerano

Momenti bui, cadute e ricadute in un percorso più fragile del cristallo e che sembrava dovesse cedere a ogni singolo passo. Contro tutto e tutti la Vibonese ha dovuto lottare per difendere il proprio destino, riscrivendo una storia che aveva preso contorni cupi. Quattro mesi di angosciante calvario, da gennaio in poi, ma con una lucidità che non è mai andata via e che ha fatto da luce quando tutto sembrava ormai perduto. Un capitolo sicuramente negativo ma chiuso con il lieto fine, e questo è l'importante: la Vibonese vince il playout contro l'Acireale e ottiene la salvezza nel campionato di serie D (girone I) salvando peraltro anche un patrimonio che tra due stagioni compirà un secolo di vita e di vittorie.

Un calvario durato quattro mesi

Domenica scorsa allo stadio Luigi Razza, subito dopo il triplice fischio che ha sancito la vittoria rossoblù, un turbinio di emozioni ha sovrastato tribune e anche rettangolo di gioco, con lacrime di gioia che da mesi erano sospese negli animi di chi si è speso anima e corpo in quella che sembrava una causa persa ma che, alla fine, non lo è stata.
Lacrime di liberazione innanzitutto quelle di Rino Putrino, scelto con l'inedito ruolo di commissario ad interim rossoblù, forse la persona che più di tutti ha trattenuto il respiro in questi mesi. Tutto però è andato come doveva andare e lo stesso Rino Putrino, ai microfoni di LaC News24, ha voluto ripercorre questi quattro mesi di passione e calvario: «Tutto è iniziato nella seconda metà di gennaio, nei giorni successivi la consegna del titolo della Vibonese da parte di Cammarata al sindaco Enzo Romeo. In quel periodo ci fu una riunione straordinaria nell'aula consiliare del Comune di Vibo Valentia alla presenza di uomini di sport e imprenditori. All'unanimità è stato indicato il mio nome come ideale nel traghettare questa squadra fino al termine della stagione».
La sfida però era tutt'altro che facile: «Da lì un calvario, poiché ho trovato una squadra demotivata e con le ruote sgonfie. Inoltre c'era mister Capodicasa, chiamato dalla vecchia gestione, che ha fatto ciò che poteva. Devo dire che è stato un inverno molto rigido e non solo per le temperature. Dopo la brusca sconfitta interna, per 0-4 contro la Gelbison, mi sono trovato a gestire insieme a Caffo una situazione surreale. Con il suo appoggio, poi, abbiamo individuato in Danilo Fanello il tecnico ideale per poter navigare il mare in tempesta».

Ostacoli e difficoltà

Gli spettri che aleggiavano intorno al Luigi Razza, però, non accennavano ad allontanarsi e proprio in quei moment che la lucidità di tutti ha fatto la differenza: «Siamo andati avanti e abbiamo preso schiaffi, ma invece di intimorirci ci hanno motivato maggiormente. Ciò non vuol dire che erano finiti i guai e, a mio modo di vedere, il punto più basso è stato toccato nella sconfitta interna contro la Sancataldese dove è venuta anche meno la fiducia nei confronti di qualcuno».

Costruire il futuro

Tante le cose a cui pensare e le notti insonni a cercare di salvare il futuro della Vibonese. Futuro ancora una volta garantito da Pippo Caffo: «Non si trattava solamente di pagare gli stipendi - continua - ma l'affitto delle case, il pullman e tutte queste cose. Da fuori uno pensa che le spese siano solo gli stipendi ma non è così e, anche stavolta, Caffo ha fatto la differenza. Senza di lui fare calcio sarebbe diventato impossibile».
C'è da riscrivere il futuro ma lo stesso Rino Putrino saprebbe già come muoversi: «Al termine del campionato si ridistribuiranno le cariche e le responsabilità. Certamente io saprei da dove e come ripartire, ovviamente ho anche la necessità di non essere solo e avere accanto Pippo Caffo e quelli che vorranno stare a fianco a Pippo Caffo. In settimana entrante quest'ultimo incontrerà i soci già esistenti per capire l'effettiva disponibilità di continuità. Per quanto riguarda i nuovi, bisogna che prima si faccia un quadro chiaro e trasparente di quello che sarà il disegno progettuale. Purtroppo io non dimentico i primi periodi dopo la mia nomina, quando suonavo a ogni citofono e rispondevano in pochissimi. Lasciamo stare il passato, ma se c'è la voglia di fare questo è il momento per dimostrarlo».

Figure silenziose

Infine, Purino non dimentica chi ha dato una rilevante mano d'aiuto e di vicinanza: «Voglio ringraziare Elena Fuscaldo che, con il suo sorriso e con la sua costante presenza, è stata da sprono per tutti quanti noi. Un grazie anche all'editore Domenico Maduli che ha dimostrato vicinanza per questi colori, quando ne avevano più bisogno».