US Vibonese, parla il nuovo proprietario Cosimo Vullo: «Vogliamo fare calcio. Chi siamo? Conta solo cosa facciamo»
Le prime parole del nuovo socio di maggioranza che in settimana sarà a Vibo: «Non ci sono debiti ma solo spese da coprire». Su Pippo Caffo: «Sono sicuro che non l’avrebbe fatta fallire». E ancora: «Ritocco sui biglietti e ritiro estivo in città per dare un segnale»
In casa Vibonese è tempo di iniziare un nuovo capitolo societario e di lasciarsi alle spalle la travagliata stagione appena trascorsa. Il club rossoblù ha visto concludersi la lunga vicenda legata alle quote societarie: Cammarata ha ceduto la maggioranza, pari al 60%, alla cordata guidata da Cosimo Vullo, con la quale nei giorni scorsi è stato messo nero su bianco il passaggio di proprietà.
Inizia l'era Vullo
Quella che si apre sarà una settimana cruciale per l’immediato futuro, perché è previsto l’incontro tra la nuova cordata e i soci già presenti per iniziare a porre le basi dell’immediato futuro. Nel frattempo Vullo, insieme a Leo Secondi, che ricoprirà il ruolo di consulente della cordata, si sta già muovendo per costruire l’ossatura tecnica della squadra.
Nuove pagine da scrivere, dunque, per la Vibonese nel periodo forse più delicato della sua storia calcistica. Proprio Vullo, parlando con Il Vibonese, si è espresso sul nuovo inizio, ripercorrendo prima l’evoluzione della trattativa: «A novembre ho lasciato la Sancataldese e, fino a maggio, abbiamo avuto diverse richieste anche da squadre che si giocavano la vetta del campionato di Serie D. Abbiamo sposato la causa della Vibonese perché questo club ha una storia e un blasone importanti».
Da qui l’avvio effettivo del confronto: «Non conoscevo Cammarata, l’ho conosciuto nel momento in cui abbiamo firmato la cessione delle quote al mio gruppo, salvando così il titolo della squadra. In ogni caso, però, tengo a precisare che anche se non fossimo arrivati noi Caffo non avrebbe mai permesso il fallimento della Vibonese. Quanto a Cammarata, a suo dire ha atteso così tanto perché aspettava offerte da parte di cordate o imprenditori di Vibo che non sarebbero mai arrivate. Da parte nostra, l’unica pecca è stata quella di aver fatto le cose in fretta perché, non dimentichiamolo, il 14 luglio scade l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D e bisogna pagare gli stipendi rimasti».
La Vibonese a Vullo per 40mila euro ma da Caffo ne volevano 100mila: «Non ero disposto a pagare la “liquidazione” a Cammarata»Non chiamateli debiti
C’è voglia di fare calcio e di fare le cose per bene da parte di Vullo e del suo gruppo. Con il rilevamento della maggioranza, l’imprenditore siciliano si è fatto carico anche del 60% delle pendenze attualmente in essere e che, secondo indiscrezioni, si aggirerebbero intorno ai 250mila euro: «Innanzitutto - smentisce Vullo - posso garantire che la cifra non è questa e che non si tratta di debiti come vengono definiti. In una continuità di progetto e di bilancio, ogni squadra chiude con delle perdite, ma io non vedo la situazione così critica. Noi operiamo in tutta Europa e bisogna scindere tra debiti e spese da coprire: queste sono spese da coprire».
L’obiettivo di superare lo scetticismo
Tra le priorità non c’è solo quella di riportare la Vibonese in alto, ma soprattutto quella di far tornare tifosi e cittadini al suo fianco, ricostruendo un legame che fino a qualche anno fa era molto forte: «Vogliamo avvicinare le persone, ma senza fare alcuna promessa perché non serve. Tifosi e cittadini devono capire la bontà del progetto».
Tra gli ostacoli principali resta lo scetticismo generale dopo la gestione Cammarata. Vullo, però, invita a guardare oltre la provenienza della nuova proprietà: «Ormai il calcio è globalizzazione - continua -. Anche in Serie A le cordate sono tutte estere. Io penso che si debba guardare alla bontà del progetto piuttosto che a chi lo porta avanti. Se a casa mia arriva uno dalla Cina che sa gestire meglio di me, o di un mio compaesano, allora io sono contento per il bene della squadra della mia città. Io non guardo chi è alla guida, ma il bene del club». E ancora: «Io devo capire se si è scontenti perché si fa male o se si è scontenti a prescindere. Per il primo motivo sono d’accordo, per il secondo no».
Idee e programmazione
In settimana l’incontro a Vibo e le prime proposte: «Faremo qualche ritocco sui biglietti e sugli abbonamenti, questa sarà una proposta che avanzerò subito. Quanto al ritiro estivo, se riusciremo, vorremmo farlo a Vibo e non fuori, proprio per dare un segnale importante, ovvero quello di essere vicini a tifosi e città».
Quanto al direttore sportivo, prende sempre più corpo l’ipotesi Maglia, ex Vigor Lamezia.