Promozione B, Scuticchio traccia la rotta del Pizzo: «L’obiettivo è la salvezza. Ora bisogna reagire, zero alibi»
Il difensore della squadra napitina analizza i primi due mesi tra il ripescaggio in Promozione B, il senso di appartenenza e la voglia di riscattare il recente momento no
Un’estate intensa, vissuta tra l'amarezza della retrocessione e la gioia del successivo ripescaggio nel campionato di Promozione B. Per il Pizzo la stagione corrente ha il sapore di una seconda occasione, un vero e proprio "anno zero" pianificato con cura per ricostruire basi solide. Il bilancio dopo le prime otto giornate è complessivamente positivo: dieci punti incamerati, una posizione di centro classifica e la certezza di aver intrapreso la strada giusta grazie a una rosa completamente rinnovata ma ancorata anche all'identità territoriale.
In questo processo di rifondazione guidato in panchina da mister Leonardo Viterbo, uno dei punti fermi risponde al nome di Daniel Scuticchio. Il difensore è un perno imprescindibile dello scacchiere tattico biancazzurro, come testimoniano le sette presenze su otto gare disputate e il terzo posto nella graduatoria dei fedelissimi più impiegati della rosa, preceduto soltanto da Vecchio e Boiero.
A fare il punto su questo avvio di campionato è proprio Scuticchio, che promuove la prima parte di stagione mantenendo però alta la guardia: «Direi che il bilancio è positivo, soprattutto considerando da dove siamo partiti. Sappiamo che dobbiamo ancora migliorare, ma l’obiettivo è raggiungere la salvezza il prima possibile».
Un momento opaco
Un percorso di crescita che sta affrontando il primo vero momento di flessione. Il Pizzo è infatti reduce da tre sconfitte consecutive senza essere riuscito a trovare la via del gol. Un passaggio a vuoto che trova parziali attenuanti nella caratura degli avversari affrontati — la capolista Bovalinese finora a punteggio pieno, lo Sporting Polistena secondo in graduatoria e un Val Gallico in piena risalita —, ma che non deve trasformarsi in una giustificazione.
L'analisi di Scuticchio è diretta e priva di sotterfugi: «Sicuramente non è un bel momento, ma abbiamo affrontato squadre attrezzate e con ambizioni diverse dalle nostre. Non dobbiamo cercare alibi, ma continuare a lavorare e reagire».
Scuticchio come identità e appartenenza
Oltre al valore tecnico in campo, Scuticchio rappresenta l'anima e il senso di appartenenza di questo gruppo, essendo cresciuto proprio nel vivaio locale. Rappresentare la propria gente è un privilegio che richiede dedizione costante: «Per me indossare questa maglia significa rappresentare la mia città e cercare di onorarla nel migliore dei modi, dando sempre il massimo in campo. Quando si vince c’è tanta soddisfazione, mentre quando si perde resta sicuramente un po’ di rammarico, perché l’obiettivo è sempre quello di fare bene».
Infine, un riconoscimento d'obbligo verso la dirigenza per la gestione del momento critico vissuto nei mesi scorsi: «È stato un periodo difficile, ma siamo riusciti a ripartire praticamente da zero. Non era scontato, quindi bisogna dare merito alla società e a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto».
L'indicazione è chiara: identità, lavoro settimanale e fame di riscatto sono la ricetta con cui il Pizzo e il suo leader emotivo vogliono riprendere la marcia in campionato.