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19/06/2026 ore 12.10
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La Vibonese ha un nuovo proprietario sull’asse siciliano: Vullo rileva il 60%. Cammarata: «Imprenditori locali? Mai visti»

Confermato il passaggio al gruppo dell’ex direttore tecnico della Sancataldese. Ma nella società c’è una zavorra di 250mila euro di stipendi e fatture ancora da pagare. Il presidente uscente: «La fantomatica cordata vibonese evocata dal sindaco è rimasta solo sulla carta»

di Vincenzo Primerano

Cosimo Vullo è il nuovo proprietario della Vibonese. L’imprenditore ha acquisito il 60% delle quote societarie finora in mano a Ferdinando Cammarata, presidente uscente dei rossoblù, chiudendo così la trattativa che nelle ultime settimane aveva tenuto sospeso il futuro del club a meno di un mese dall’iscrizione al prossimo campionato di Serie D.

Il passaggio di mano arriva dopo mesi di incertezza, iniziati nel gennaio scorso con la consegna del titolo sportivo al Comune di Vibo Valentia, nella persona del sindaco Enzo Romeo. Da allora si sono susseguite ipotesi, contatti, appelli e tentativi di costruire una soluzione locale. Alla fine, però, la maggioranza della società è passata al gruppo guidato da Vullo, ex direttore tecnico della Sancataldese, indicato da Cammarata come l’unico interlocutore realmente intenzionato a rilevare le quote e ad affrontare la situazione economica del club.

La cessione delle quote

A confermare la cessione è lo stesso Cammarata, intervenuto ai microfoni de Il Vibonese e di LaC News24 per ricostruire il percorso che ha portato al cambio di proprietà: «L’unico imprenditore realmente interessato e a conoscenza dei debiti da saldare prima dell’iscrizione della squadra al prossimo campionato di Serie D è stato il gruppo imprenditoriale guidato da Cosimo Vullo, per cui ho dovuto cederle a lui».

Una frase che segna il punto di svolta nella vicenda societaria rossoblù. La Vibonese non è più ferma alla ricerca di un acquirente: la maggioranza è stata trasferita e Vullo diventa il nuovo proprietario del club. Resta ora da capire quali saranno i prossimi passaggi operativi, a partire dalla programmazione sportiva e dagli adempimenti necessari per l’iscrizione al campionato.

Il nodo dei debiti e l’iscrizione in Serie D

Sul tavolo, secondo quanto riferito da Cammarata, resta una situazione economica da affrontare in tempi stretti. L’ex presidente parla di due mensilità da corrispondere a calciatori e staff e di tre mesi arretrati verso alcuni fornitori per spese di gestione, per un totale indicato in circa 250mila euro di pendenze.

Proprio questo quadro avrebbe frenato altre manifestazioni d’interesse. Cammarata cita il gruppo imprenditoriale guidato da Giuseppe Pistilli, di Latina, come una delle piste effettivamente percorse: «L’unica cordata interessata era quella guidata da Pistilli. Proprio con quest’ultimo ho avuto qualche contatto ma, dopo aver fatto delle verifiche sullo stato economico della società, ha fatto un passo indietro».

Da qui, secondo la ricostruzione dell’ex presidente, la centralità dell’operazione Vullo: «Bisognerebbe ringraziare il gruppo Vullo perché si era quasi arrivati al punto che la Vibonese rischiava di non iscriversi al prossimo campionato di Serie D e, addirittura, alla scomparsa della matricola».

Il mancato fronte locale

Nel suo intervento, Cammarata torna anche sui tentativi di riportare la società interamente nelle mani di imprenditori vibonesi. Una prospettiva rilanciata più volte negli ultimi mesi, ma che, secondo l’ex presidente, non si sarebbe mai tradotta in una proposta concreta.

«Partiamo dalla dichiarazione del sindaco Enzo Romeo sul gruppo di imprenditori da lui nominati sei mesi fa e disposti a rilevare le mie quote. A oggi posso dire di non aver mai avuto alcun contatto con questo fantomatico gruppo di imprenditori vibonesi che io definisco gruppo fantasma».

Cammarata chiama in causa anche Pasquale Fera: «L’imprenditore Pasquale Fera non ha mai avuto interesse alle mie quote, né mi ha mai contattato per sapere com’è la situazione. Di conseguenza non capisco la sua posizione di volere delle garanzie».

Poi l’affondo sulla prospettiva di una cordata locale: «Ripeto, nessun imprenditore di Vibo Valentia e provincia si è mai interessato a rilevare le quote, ciò significa che la Vibonese non interessa a nessun imprenditore del posto. Tanti sono stati gli appelli fatti nel corso del tempo, ma lo slogan "La Vibonese ai vibonesi" rimarrà appunto tale, ovvero solo e semplicemente uno slogan perché non si avvicina nessuno».

Il futuro della Vibonese passa dunque dalla nuova proprietà, chiamata ora a guidare la fase societaria appena aperta e a dare risposte immediate sul piano economico, organizzativo e sportivo.