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04/09/2026 ore 18.25
Sport

Coppa Olimpia, Betrò lascia dopo 65 anni: «Consegno al sindaco Pititto la storica bandiera, patrimonio di questa lunga vita»

Lo scorso 26 agosto si è tenuta la classica cerimonia di premiazione nell'affascinante terrazzo del Castello Aragonese di Pizzo. Nell'occasione, Matteo Betrò ha dichiarato di voler passare il testimone

di Vincenzo Primerano

Con il sipario calato sulla 65ª edizione della Coppa Olimpia, il torneo di calcio più antico della Calabria, vinto quest'anno dal team "Chjazza" e dedicato alla memoria di Gianni Fanello (moderato da Erica Tuselli, dopo la scorsa edizione condotta da Danilo Zimatore), la città di Pizzo si appresta a vivere uno snodo storico. Dopo essere riuscito a riportare la competizione sul prato dello stadio "Vincenzo Tucci", il presidente e fondatore Matteo Betrò ha annunciato il suo addio definitivo all'organizzazione della manifestazione nata nel 1962, sancendolo con un gesto altamente simbolico durante la premiazione al Castello Aragonese.

Le parole di Betrò

Betrò ha infatti consegnato formalmente la storica bandiera della Coppa Olimpia al primo cittadino, Sergio Pititto. Un passaggio di consegne emotivo, confermato poi dalle sue stesse parole: «La Coppa Olimpia rappresenta una delle più longeve e significative tradizioni sportive della città di Pizzo, capace di coinvolgere generazioni di cittadini, calciatori, famiglie e associazioni. Con la conclusione della 65ª edizione si è concluso anche il percorso organizzativo da me portato avanti fino a oggi, con l'auspicio che la manifestazione possa trovare in futuro nuove energie e persone disposte a raccoglierne il testimone».

Consegna al Comune

Il vessillo del torneo resterà ora custodito all'interno della Casa Municipale, in attesa di essere riaffidato a chi deciderà di raccogliere l'eredità dell'evento e progettare la 66ª edizione: «Consegno la bandiera, simbolo della manifestazione e della sua lunga vita, al sindaco Sergio Pititto affinché venga custodita all'interno della Casa Municipale. Rappresenta un atto simbolico e concreto di affidamento alla città di un patrimonio che appartiene all'intera comunità pizzitana».
Il futuro della storicità sportiva di Pizzo passa ora dalle mani delle realtà territoriali e dei cittadini che vorranno garantire continuità a un appuntamento diventato identitario.