Ad appena 15 anni attraversa lo Stretto di Messina a nuoto in soli 35 minuti: l’impresa di Massimo Maduli della Penta Vibo
Il nuotatore vibonese classe 2011 era il più giovane tra i partecipanti che si sono cimentati in una delle sfide più affascinanti in acque libere. Arrivato tra i primi si è lasciato alle spalle atleti ben più esperti
Lo Stretto davanti, le correnti da interpretare e una sfida che per un ragazzo della sua età ha già il sapore dell’impresa. Massimo Maduli, giovane nuotatore della Penta Vibo, ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina fermando il cronometro su 35 minuti e 43 secondi. Un risultato che lo ha portato tra i primi a completare la prova e che assume ancora più valore considerando che il vibonese era il più giovane tra gli atleti impegnati nella traversata di domenica 30 agosto.
Classe 2011, Maduli ha affrontato uno dei tratti di mare più insidiosi e affascinanti del Mediterraneo, dove non basta avere velocità nelle braccia. In queste acque bisogna fare i conti con correnti, traiettorie e condizioni che possono cambiare completamente il peso di una traversata. Per questo il 35'43'' registrato dal giovane atleta vibonese racconta qualcosa in più di un semplice tempo: racconta preparazione, capacità di gestire lo sforzo e soprattutto personalità. Maduli gareggia da anni con la Penta Vibo Nuoto, società con la quale ha costruito il proprio percorso agonistico.
Dalla piscina di Vibo alla sfida dello Stretto
Il suo nome figurava già nelle formazioni giovanili della Penta Vibo nelle stagioni precedenti, in una realtà che negli anni ha raccolto numerosi risultati nei campionati regionali. Ma passare dalle corsie della piscina alle acque dello Stretto significa misurarsi con una dimensione completamente diversa.
Il più giovane in acqua è riuscito a stare davanti a molti atleti più esperti, completando la traversata in poco più di mezz'ora e portando Vibo Valentia dall'altra parte dello Stretto a forza di bracciate.
Per lo sport vibonese la performance rappresenta anche il segnale di quanto possa produrre il lavoro quotidiano delle realtà locali, spesso lontane dai grandi riflettori ma capaci di accompagnare ragazzi giovanissimi verso appuntamenti di grande fascino e difficoltà.
Per Massimo Maduli, invece, quei 35 minuti e 43 secondi possono diventare soprattutto un punto di partenza per nuove entusiasmanti prove sportive.