“Vivere autenticamente l'autismo”: a Vazzano una serata per abbattere i pregiudizi e costruire una comunità inclusiva
Giovedì 30 luglio all'anfiteatro Molino della Gioventù l'incontro promosso dalla Pro Loco insieme all'associazione “AltraMente - l'universo trova casa”
La sensibilità verso le tematiche sociali si riconferma il vero e proprio marchio di fabbrica della Pro Loco di Vazzano. Giovedì 30 luglio, a partire dalle ore 21:30, la cornice dell’anfiteatro Molino della Gioventù ospiterà un appuntamento di profondo valore comunitario e culturale: l'incontro intitolato "Vivere autenticamente l'autismo. Lo spettro che non fa paura".
L'iniziativa nasce con l'intento di offrire uno spazio d’ascolto sul tema dell'autismo vissuto sul campo: un mosaico di voci, relazioni e frammenti di vita quotidiana capaci di mostrare la ricchezza delle differenze e la bellezza dell'inclusione.
Oltre l'ambito clinico
L'evento è il frutto della sinergia tra la Pro Loco e la neonata associazione "AltraMente - l'universo trova casa", con presidente Giulio De Carlo. A spiegare lo spirito dell'iniziativa è il presidente della Pro Loco vazzanese, Domenico Caloiero: «La Pro Loco opera tanto nel sociale ed è da sempre sensibile alle realtà che si occupano di disabilità. Ho conosciuto la famiglia che ha fondato AltraMente poche settimane fa e abbiamo subito voluto collaborare. L'obiettivo dell'incontro è raccontare l'autismo non sotto l'aspetto medico-sanitario, bensì per quello che è nella realtà: condivisione e vita di tutti i giorni, affinché questi ragazzi non siano mai percepiti come soggetti estranei».
Un cambio di prospettiva
Oltre al valore istituzionale, la serata porterà sul palco una forte testimonianza diretta. Il presidente dell'associazione AltraMente, Giulio De Carlo, interverrà infatti prima di tutto come padre di Riccardo, un ragazzo autistico non verbale, con la volontà di far risuonare una voce troppo spesso non ascoltata.
L'intervento intende ribaltare la narrazione comune che spesso carica interamente sulle spalle delle famiglie e delle persone autistiche il peso dell'adattamento sociale. La vera sfida, al contrario, deve riguardare la costruzione di una "città umana": una comunità capace di garantire il diritto di vivere pienamente a ogni individuo, neurodivergente o neurotipico.
Particolarmente significativo è il messaggio che l'associazione intende lanciare riguardo all'approccio con la neurodivergenza, superando l'idea dell'autismo come un semplice problema da risolvere: «Preferisco non parlare di "terapia", perché una persona non è mai qualcosa da aggiustare, ma qualcuno da incontrare. La vita, con i suoi legami e le sue relazioni, può e deve diventare lo spazio in cui ciascuno viene accolto per ciò che è: un figlio, un fratello, un amico, un compagno di viaggio».
L'appuntamento di giovedì 30 luglio a Vazzano si preannuncia quindi come un momento di crescita collettiva.