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14/09/2026 ore 20.01
Società

“Vibo si riaccende”, il progetto di LAB89900 per rilanciare il Natale: dall’itinerario illuminato fino al Castello al mercatino nei vicoli

L’associazione propone di rimodulare i 97mila euro già spesi puntando su illuminazione, centro storico, shopping night e commercio: «Non servono altri eventi, ma un’unica visione»

di Redazione

Trasformare il Natale da successione di eventi a progetto urbano capace di coinvolgere commercio, centro storico e luoghi simbolo della città. È l’obiettivo di “Vibo si riaccende”, la proposta elaborata dall’associazione LAB89900 in vista del Natale 2026, partendo da una riflessione sulla progressiva perdita di attrattività del centro di Vibo Valentia.

Il punto di partenza sono i numeri sul commercio. Secondo i dati riportati nel progetto, tra il 2012 e il 2024 le attività commerciali e i pubblici esercizi del centro sono passati da 315 a 226: 89 in meno, con una riduzione del 28%. Un fenomeno che, secondo l’associazione, si accompagna allo spostamento verso la costa di persone, serate e consumi soprattutto durante i mesi più caldi.

È in questo quadro che dicembre assume un peso particolare. «È il periodo in cui rientra chi vive fuori, aumentano le presenze, cresce il passeggio e per molte attività si recupera una parte importante di ciò che durante l’anno è mancato», si legge nel documento. Il timore è che anche questa consuetudine possa indebolirsi se non accompagnata da una programmazione specifica: «Le abitudini non sono eterne: vanno curate, alimentate, coltivate».

Da qui nasce «Vibo si riaccende», che guarda anche a quanto realizzato in altre città. Il confronto proposto dall'associazione è soprattutto con Tropea, non come modello da replicare integralmente ma come esempio di utilizzo degli eventi natalizi in una strategia di destagionalizzazione.

Nel Natale 2024, secondo i dati citati nello studio, Tropea ha destinato 127.701,56 euro alle luminarie, energia elettrica compresa. La spesa natalizia per abitante nelle stagioni prese in considerazione sarebbe di circa 26 euro a Tropea contro 3,2 euro a Vibo. «Il punto, però, non è stabilire chi spenda di più. Il punto è avere una direzione», precisa LAB89900.

L'associazione analizza quindi le risorse utilizzate nell'ultimo Natale vibonese preso in esame. La spesa complessiva verificata ammonta a 97.836 euro: 34.160 euro per le luminarie, 33mila per una serata di concerto e altri 30.676 euro distribuiti tra quattordici soggetti attraverso sei determinazioni per diverse iniziative.

«Il punto non è contestare l’utilità dei singoli appuntamenti, ma chiedersi quale effetto avrebbe la stessa spesa se fosse inserita dentro un unico disegno». Da questa considerazione arriva la proposta di cambiare la distribuzione delle risorse senza aumentare la spesa comunale complessiva.

Nel piano di LAB89900, illuminazione e installazioni passerebbero da 34.160 a 70.836 euro, mentre il Capodanno assumerebbe la forma di una festa di piazza più contenuta e le risorse destinate ai diversi micro-eventi confluirebbero in un calendario unitario.

«Non eliminare gli eventi e non rinunciare al Capodanno, ma spostare il baricentro. Più risorse su ciò che lavora ogni sera, meno frammentazione in singoli appuntamenti e affidamenti scollegati tra loro». Il totale resterebbe fissato a 97.836 euro.

Uno degli elementi principali è il «Cammino del Natale», pensato come un itinerario continuo che da Piazza Municipio attraversi il Corso, salga nel centro storico e raggiunga il Castello Normanno-Svevo, per poi aprirsi verso Viale Regina Margherita e il Duomo. L'idea è collegare i diversi luoghi anziché concentrare attrazioni e installazioni in singoli punti.

«Il Corso come motore commerciale, il centro storico come luogo da riscoprire, il Castello come grande meta finale», sintetizza il progetto.

Alla continuità del percorso si lega anche la proposta di organizzare due Shopping Night coordinate, individuando date comuni nelle quali le attività possano prolungare contemporaneamente gli orari di apertura, accompagnate dalle iniziative previste nel centro cittadino.

Un altro capitolo riguarda il mercatino natalizio diffuso. LAB89900 propone di evitare un unico villaggio commerciale separato dalle attività esistenti e di distribuire invece le casette tra vicoli e slarghi, senza collocarle davanti a negozi e vetrine. «Il mercatino deve essere progettato per portare persone nei negozi, non per sottrarle».

Il progetto prevede inoltre le «Vetrine del Natale», con una votazione attraverso QR code, l'iniziativa «Il tuo regalo, lo incarta Vibo», un passaporto a tappe per distribuire i visitatori lungo il percorso e una «Radio del Cammino» che sfrutti la filodiffusione già presente sul Corso per comunicare appuntamenti, aperture delle attività, messaggi delle scuole, storie dei commercianti e tradizioni locali.

Spazio anche alle numerose vetrine vuote del centro, che durante il periodo natalizio potrebbero essere utilizzate temporaneamente per fotografie storiche, presepi, artigianato, installazioni e comunicazione. Una soluzione che non risolverebbe il problema delle attività cessate, ma potrebbe evitare che le serrande abbassate caratterizzino interi tratti del percorso durante dicembre.

Il Cammino dovrebbe quindi spingersi nel cuore della Vibo storica fino al Castello Normanno-Svevo. «La scalinata illuminata, l’arrivo nel punto più alto, il cortile e il Museo rappresentano il pezzo forte che Vibo possiede già e che può trasformarsi nella meta naturale del percorso».

LAB89900 ipotizza infine di affiancare alle risorse pubbliche anche finanziamenti esterni attraverso sponsorizzazioni private, «Adotta una via» e il crowdfunding civico «Adotta una luce di Vibo». Nel primo caso gli operatori commerciali di una strada potrebbero contribuire all'illuminazione raggiungendo una soglia minima di adesioni; nel secondo potrebbero essere direttamente i cittadini a sostenere parte del progetto.

«L’idea è che le risorse esterne non sostituiscano quelle già previste, ma le aumentino».

Il progetto richiama inoltre studi sulla percezione degli spazi urbani illuminati, sulla vitalità dei centri cittadini, sul passaggio pedonale e sull'impatto dei mercatini sul commercio. LAB89900 precisa che le ricerche citate non dimostrano direttamente che più luminarie producano automaticamente maggiore passeggio, ma vengono utilizzate per sostenere l'importanza di un'illuminazione coerente e continua e di una progettazione degli spazi capace di favorirne la fruizione.

Il filo conduttore resta dunque quello di concentrare le risorse in una strategia complessiva. «È questo il senso di “Vibo si riaccende”: non aggiungere altri eventi, ma collegare ciò che facciamo dentro un’unica visione. Più risorse su ciò che lavora per quaranta sere. Meno frammentazione. Più centro storico. Più attività coinvolte. Più tempo trascorso in città».

E la domanda con cui LAB89900 chiude la proposta riassume la preoccupazione da cui è nato il progetto: «Cosa ne sarebbe della nostra città se perdessimo anche il Natale?». Per l'associazione, se dicembre resta uno dei periodi nei quali Vibo riesce ancora a riportare persone e vita nel centro cittadino, non è più sufficiente affidarsi alle consuetudini: «Bisogna cominciare a coltivarlo».