Una vita per l’informazione: il “Premio Franco Russo” al decano dei giornalisti vibonesi Peppe Sarlo
Nel corso della sua lunga attività ha raccontato con rigore le trasformazioni sociali, culturali ed economiche della Calabria, le stagioni più difficili della cronaca, i grandi eventi sportivi e la vita delle comunità locali, formando intere generazioni di giornalisti
Dalla Tribuna del Mezzogiorno al Tempo di Roma. Poi la stagione delle radio private, fino al Corriere dello Sport, ma soprattutto la Gazzetta del Sud.
Il Premio giornalistico “Franco Russo” quest’anno va a Peppe Sarlo, una figura di primissimo piano, una figura storica del giornalismo calabrese, soprattutto un punto di riferimento dell’informazione locale da oltre cinquant’anni. Il 30 gennaio, nell’ambito delle celebrazioni della storica Coppa Olimpia, assisteremo ad una serata dedicata alla memoria, allo sport e all’informazione.
Ma chi è Peppe Sarlo? Basta una cifra per capire il suo peso nella società, nello sport e nella cultura calabrese: cinquant’anni. Ben oltre cinquant’anni di attività professionale, un lungo percorso fatto di impegno, informazione attenta e puntuale, attraversando le più profonde trasformazioni del mondo del giornalismo.
Sarlo, nato a Messina nel 1946, conserva un legame forte con la Calabria e con Pizzo, centro turistico al quale è legato, anche perché tra i suoi antenati figura Antonino Sarlo, sindaco del comune. Una laurea in Scienze Politiche, quindi giornalista professionista dal 1970, una carriera destinata a intrecciarsi con la storia dell’informazione meridionale.
Muove i primi passi con La Tribuna del Mezzogiorno, per poi collaborare con testate nazionali come Il Tempo e quindi con periodici specializzati. È tra i pionieri delle emittenti private: guida Tele Radio 2000 e segue da vicino le vicende della Nuova Vibonese sulle pagine del Corriere dello Sport. Il suo peso è notevole soprattutto con la stampa territoriale, dove ha lasciato un’impronta duratura: nel 1972 fonda il settimanale Pronto? Qui Calabria, autentica scuola di giornalismo che ha formato intere generazioni di cronisti.
Per anni corrispondente della Gazzetta del Sud per l’area vibonese, documentando con rigore le fasi più difficili della storia del territorio, segnata dai sequestri di persona e da complesse vicende di cronaca.
Si distingue negli organismi di categoria: è stato presidente del Circolo Vibonese della Stampa e ha ricoperto incarichi nella Federazione nazionale. Oltre all’impegno professionale, Sarlo si è molto impegnato anche nel campo sociale, fino ad ottenere il titolo di Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta e la presidenza dell’associazione “Ali di Vibonessità”.
Sarlo ha voluto ringraziare Matteo Betrò, che ha promosso l’iniziativa, sottolineando il valore umano e simbolico del riconoscimento. Un premio che si inserisce nel solco della Coppa Olimpia, definita dallo stesso Sarlo una tradizione «forte e intramontabile», capace di unire sport, storia e identità.