Spopolamento delle aree interne, i comuni delle Serre vibonesi scrivono all’Anci: «Aprire un confronto istituzionale»
Lettera della sindaca di Brognaturo Rossana Tassone al Dipartimento Piccoli comuni, sulla scia dell’iniziativa del collega di Dinami Nino La Bella: «Senza misure concrete i nostri paesi moriranno»
Una «richiesta di attenzione e di interventi urgenti» pei i Comuni delle Serre vibonesi soggetti a spopolamento. L’ha inviata la sindaca di Brognaturo, Rossana Tassone, al Dipartimento Piccoli comuni dell’Anci, a nome dei sindaci di Dinami, Mongiana, Fabrizia, San Nicola da Crissa, Simbario, Spadola, Polia, Capistrano, Jonadi, Arena, Brognaturo, territori «accomunati da criticità strutturali e da un progressivo fenomeno di spopolamento che sta compromettendo la sostenibilità sociale, economica e demografica delle nostre comunità».
Incentivi fino a 280mila euro per chi si trasferisce in un comune calabrese con meno di 5mila abitantiNella lettera si sottolinea come «il sindaco di Dinami, Nino Di Bella, si è fatto promotore presso le comunità estere e le istituzioni nazionali, di un’azione di sensibilizzazione presso gli enti competenti sulla problematica». Di Bella ha dunque «chiesto alla sindaca di Brognaturo, in qualità di componente nazionale di Anci, di farsi portavoce delle istanze condivise dai sindaci del comprensorio, affinché tale problematica possa essere rappresentata con la necessaria attenzione nelle sedi istituzionali competenti».
Spopolamento, la lenta agonia del Vibonese: in 33 anni persi 30mila residenti, record a Polia (-78%)Negli ultimi decenni, viene argomentato, «il nostro territorio ha registrato una progressiva diminuzione della popolazione residente, determinata principalmente dalla costante emigrazione giovanile, dalla riduzione delle opportunità occupazionali, dal calo delle nascite e dall'invecchiamento demografico. Tale fenomeno sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, incidendo profondamente sulla tenuta sociale, economica e culturale delle nostre comunità. Lo spopolamento ha comportato conseguenze concrete e immediate per le nostre comunità: riduzione dei servizi essenziali, progressiva chiusura di attività commerciali, difficoltà nel mantenimento di presidi scolastici e sanitari, impoverimento del tessuto produttivo locale e crescente isolamento infrastrutturale».
Nel Vibonese non si fanno più figli: in 40 anni natalità dimezzata (-52%). Solo a Jonadi trionfa l’amore (+43%), tutti i dati comune per comuneSi ricorda ancora che «i comuni delle Serre calabre rappresentano un patrimonio storico, ambientale e culturale di rilevante valore per l'intera regione e per il Paese. Tuttavia, senza misure mirate e strutturali, il rischio concreto è quello di assistere a un progressivo svuotamento dei borghi e alla perdita irreversibile di identità territoriali. Per tali ragioni, si chiede ad Anci di farsi promotrice, presso il Governo nazionale e le istituzioni competenti, di iniziative specifiche finalizzate a: rafforzare le politiche di contrasto allo spopolamento nei piccoli comuni montani e delle aree interne; incentivare investimenti produttivi, occupazione giovanile e sostegno all’imprenditoria locale; promuovere misure fiscali e incentivi per nuove residenze, recupero abitativo e ritorno dei giovani; incentivare il turismo di ritorno, valorizzando i legami con le comunità di emigrati originari delle Serre calabresi promuovendo programmi dedicati alla riscoperta delle radici familiari, culturali e identitarie; prevedere una significativa rimodulazione della tassazione sugli immobili per i residenti all'estero originari dei nostri territori, al fine di alleggerire il carico fiscale sulle abitazioni di famiglia e favorirne il mantenimento e il riutilizzo; introdurre incentivi mirati al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con particolare riferimento ai centri storici e agli immobili inutilizzati, con l’obiettivo di favorire il turismo di ritorno, incentivare investimenti privati e contrastare il degrado urbano e l'abbandono immobiliare».
La sfida di Capistrano, il sindaco Martino: «Case a un euro, stop ai tributi per 5 anni e 500 euro ai nuovi nati»In conclusione si «auspica l'apertura di un confronto istituzionale volto all'individuazione di strategie condivise e concrete» per un fenomeno che riguarda «non solo i nostri territori ma più in generale il futuro delle aree interne italiane».