Sicurezza sulla ex statale 522, a Briatico associazioni e sindaci si mobilitano: presto un tavolo tecnico e un documento unico
Sindaci, rappresentanti politici e comitati del territorio saranno coinvolti nella stesura di un documento unico da sottoporre ai ministeri competenti. L’impegno è emerso al termine dell’incontro promosso dal Forum Terzo Settore Vibo: la petizione ha già superato le 1.100 firme
Un tavolo tecnico strategico per affrontare le criticità della ex statale 522, oggi sp 95, e definire un documento unico con richieste e interventi prioritari da sottoporre ai ministeri competenti. È l’impegno assunto dall’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Lidio Vallone e dalla vicesindaco Maria Teresa Centro, al termine dell’incontro promosso a Briatico dal Forum Terzo settore Vibo ets e dalle associazioni del territorio. L’obiettivo è coinvolgere i diversi amministratori locali, i rappresentanti politici e i comitati del territorio per arrivare a una posizione condivisa sulle criticità e sugli interventi necessari.
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L’appuntamento nella cittadina costiera, dal titolo “Sp 95 più sicura: meno incidenti, meno vittime”, è stato il punto di arrivo di una petizione popolare, con il Forum Terzo Settore Vibo ets primo firmatario, e ha visto la partecipazione attiva di numerose realtà sociali, del volontariato e cittadini attivi del territorio. Tra queste, il Comitato pro rotatoria incrocio ex ss 522 - Sp 95 - comunale Paradisoni - Punta Safò - Punta Scrugli, l’Associazione italiana familiari e vittime della strada aps, l’Aido Gruppo Briatico OdV, la Croce rossa italiana (Comitati di Costa degli Dei e Vibo Valentia), l’Augustus Prociv-Vibo OdV e il Gruppo Rinascita per Zambrone.
I lavori, moderati dalla vicesindaco Maria Teresa Centro, hanno visto alternarsi al tavolo dei relatori e tra il pubblico esponenti del volontariato, testimoni civici e rappresentanti delle istituzioni locali. Sullo schermo sono state inoltre proiettate le immagini dello stato attuale dell’intera arteria, raccolte in un documento visivo realizzato dal portavoce del Forum del Terzo Settore in collaborazione con il giornalista Francesco La Gamba.
Testimonianze e denunce
Ad aprire il dibattito è stato il rappresentante del Forum, Giuseppe Conocchiella, che ha focalizzato il suo intervento sul ricordo delle tante vittime (27 ricostruite a memoria, non essendoci un’anagrafe ufficiale) che hanno perso la vita lungo questa arteria stradale. Conocchiella ha sottolineato come la memoria debba trasformarsi in una forte spinta per scuotere le coscienze della politica e spingere le istituzioni ad adottare misure immediate per fermare la scia di tragici incidenti.
Dati alla mano, il referente del Forum ha inoltre rimarcato come l’alta densità di traffico della provinciale 95 superi persino quella di strade note come la Statale 106, considerando che si tratta di 34,4 chilometri contro i 491 della principale arteria ionica. Da qui il suo appello: «Vivere in Calabria non deve significare rassegnarsi alle limitazioni; occorre superare e combattere l'omertà politica».
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Particolarmente toccanti i contributi di Mariella Epifanio, già consigliera comunale di Zambrone, e Maria Turiano. Epifanio ha raccontato la perdita di un familiare avvenuta anni fa su questa strada, seguita nel tempo dalla scomparsa di un compagno di scuola. Un’esperienza che, ha sottolineato, rende ancora più necessario considerare l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’arteria un dovere civico collettivo, prima ancora che politico.
Turiano, ripercorrendo invece la nascita del Comitato pro rotatoria a seguito dei numerosi incidenti verificatisi davanti alla propria attività commerciale, ha lanciato un accorato appello: «Chi ha il potere di agire intervenga subito per mettere in sicurezza questa strada. Voglio creare composizioni floreali per chi si sposa e per chi nasce, non per chi perde la vita sull'asfalto».
Difendere la vita
Il pomeriggio ha poi registrato l’intervento di Angela Frati, presidente Aido, che ha confermato il pieno sostegno dell’associazione alla causa, rimarcando il valore della vita e della prevenzione.
Caterina Muggeri (Croce Rossa) ha espresso rammarico per l’assenza di una parte della politica regionale e metropolitana, sottolineando l’importanza di garantire lungo l’arteria sia attività di prevenzione sia la presenza di un presidio sanitario costante, oltre all’assistenza ai guidatori sorpresi alla guida in condizioni psico-fisiche non idonee.
Il vicepresidente dell’Augustus Prociv-Vibo OdV, Maria Filippo Annunziata, ha evidenziato invece le criticità legate allo stato manutentivo della strada e alle conseguenze per i mezzi di soccorso. Le condizioni del manto stradale, ha spiegato, mettono a rischio gli stessi operatori e possono rallentare i tempi d’intervento nelle emergenze.
Giuseppe Alviano, per il Comitato pro rotatoria, ha ricordato l’incidente mortale del parente Gabriele, avvenuto nel territorio briaticese mentre si recava al lavoro. Nel ripercorrere le tappe di questa battaglia civile, ha espresso fiducia nella possibilità di trovare finalmente ascolto e risposte dalle istituzioni.
La voce dei sindaci
Tra i presenti anche il sindaco di Parghelia, Antonio Landro, che ha denunciato l’inadeguatezza degli interventi superficiali: «Non serve lo sfalcio dell'erba una volta all'anno. Questa strada, che sembra un sentiero più che un'arteria stradale, rappresenta un pessimo biglietto da visita per un territorio a forte vocazione turistica». L’amministratore ha quindi proposto di approvare in tutti i Consigli comunali del comprensorio una delibera congiunta sulla sicurezza della strada.
Il sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, ha invece proposto la redazione di un documento condiviso e dettagliato da inoltrare al Ministero competente, affinché possa essere inserito nei piani di finanziamento per la sicurezza stradale dell’intero tratto.
Gli altri contributi
Il confronto si è quindi allargato agli interventi di Arci Caccia e Pesca, De Maria in rappresentanza della Pro Loco di Vibo Marina, Monteleone di Anteas, Aremini, segretario dell’Associazione Nazionale Carabinieri sezione di Vibo, e di diversi cittadini attivi, tra cui l’avvocato Boragina, l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, Gagliardi, assessore del Comune di Briatico, e l’imprenditrice Marzano.
Al centro degli interventi la prevenzione, la guida sicura, la gestione economica della cartellonistica, il flusso elevato di turisti dalla primavera all’autunno, la presenza del trasporto industriale e il collegamento tra i porti di Vibo Valentia e Tropea.
Le conclusioni del sindaco Vallone
In conclusione, il sindaco di Briatico Lidio Vallone ha sintetizzato le difficoltà che gli amministratori locali affrontano quotidianamente nel mantenere in sicurezza un’arteria così complessa, auspicando il reinserimento o la corretta classificazione della strada nella rete regionale, così da facilitare l’accesso ai fondi necessari.
L’incontro, concludono i promotori, è terminato «in un clima di forte determinazione, coesione e speranza», con la richiesta di allungare i tempi della raccolta delle firme, che hanno già superato quota 1.100 tra quelle online e quelle cartacee.
Ai presenti è stata inoltre consegnata la relazione dell’ingegnere Domenico Garrì, dal titolo “Una strada tra panorami mozzafiato e pericoli insidiosi”, offerta gratuitamente.