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12/05/2026 ore 10.27
Società

Serre e Alto Mesima, i sindaci scendono in campo: «I piccoli comuni sono una risorsa, non un problema»

Il 15 maggio a Dinami il confronto sullo spopolamento delle aree interne. I sindaci: «Servono politiche concrete per contrastare lo spopolamento». A giugno conferenza a Montecitorio per portare le richieste dei borghi a Governo e Parlamento

di Redazione

«I piccoli comuni non rappresentano un problema, ma una risorsa strategica per il futuro del Paese»: con questo messaggio le comunità delle Serre Calabresi e dell'Alto Mesima si preparano a scendere in campo per rivendicare attenzione, risorse e politiche concrete contro la crisi demografica che sta svuotando le aree interne della Calabria.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 15 maggio, alle ore 18:30, presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Melicuccà di Dinami, dove si terrà l'incontro-dibattito dal titolo “Serre e Alto Mesima: dalla tragedia demografica alla rinascita dei territori”. L'iniziativa è promossa dal sindaco di Dinami Antonino Di Bella e riunirà attorno allo stesso tavolo amministratori locali, studiosi e cittadini.

Alla serata parteciperanno i sindaci di Arena, Brognaturo, Bivongi, Spadola, Ionadi, Simbario, San Nicola da Crissa, Mongiana, Fabrizia e di altri centri delle Serre, protagonisti di un percorso comune che punta a riportare attenzione nazionale sulle difficoltà vissute dai piccoli comuni. Due le voci autorevoli attese sul fronte dell'analisi: Giovanni Durante, dell'Osservatorio Regionale Demografico, che illustrerà dati e tendenze sul calo della popolazione, e la sociologa Alessandra Corrado, dell'Università della Calabria, che approfondirà le dinamiche sociali ed economiche legate allo spopolamento.

Il tema tocca nervi scoperti e storie personali profonde. A essere chiamate in causa non sono solo le comunità che vivono quotidianamente questi territori, ma anche le tante diaspore di cittadini originari delle aree interne che oggi risiedono altrove. Donne e uomini che, negli anni, hanno continuato a credere nei propri paesi d'origine, «investendo risorse, sacrifici e speranze» nei piccoli comuni di appartenenza. Persone che «hanno riposto fiducia nello Stato e nelle istituzioni», contribuendo con il proprio lavoro e con importanti investimenti alla sopravvivenza delle comunità locali, e che oggi chiedono «attenzione, riconoscimento e politiche capaci di valorizzare quelle storie di appartenenza autentica».

Ma il confronto di Dinami è pensato come punto di partenza, non di arrivo. Nella prima settimana di giugno, i sindaci delle Serre e dell'Alto Mesima saliranno a Montecitorio per una conferenza stampa nazionale dedicata ai piccoli borghi italiani, «con l'obiettivo di portare all'attenzione del Governo e del Parlamento le criticità quotidiane delle aree interne: dalla carenza di servizi allo spopolamento giovanile, avanzando proposte concrete per sostenere i comuni montani».

Sul tavolo figurano «incentivi per chi sceglie di vivere nei borghi, sostegno alle imprese locali, miglioramento delle infrastrutture, tutela dei servizi essenziali e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale». Un pacchetto di richieste che disegna una visione precisa: quella di territori che non chiedono assistenza, ma riconoscimento del loro ruolo strategico nello sviluppo del Paese.

L'ingresso all'evento di Melicuccà di Dinami è libero e aperto a tutta la cittadinanza.