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14/08/2026 ore 11.13
Società

Scontro sulla Parata storica di Tropea, Libertas accusa il Comune: «Esclusi». Macrì replica: «La storia non ha padroni»

La manifestazione sulla Liberazione del 1615 fu ideata e organizzata per dieci edizioni dall’associazione guidata da Dario Godano e nel 2019 venne istituzionalizzata dall’Amministrazione. Quest’anno la rottura

di Redazione

Dieci anni di Parata storica, una delibera comunale, una manifestazione che salta e poi ritorna. E infine una rottura che, a pochi giorni dal 23 agosto, si trasforma in uno scontro pubblico durissimo sui social tra il sindaco Giovanni Macrì e il presidente dell’associazione Libertas, Dario Godano.

La vicenda parte da lontano. Fu Libertas a ideare e organizzare la Parata dedicata alla Liberazione di Tropea del 1615 (quando fu scongiurato il tentativo del principe Vincenzo Ruffo di renderla suo feudo), portandola avanti per dieci edizioni con il coinvolgimento di volontari, figuranti, associazioni, sbandieratori e archibugieri. Nel 2019 arrivò anche il riconoscimento istituzionale: con la delibera numero 35 del Consiglio comunale, l’Amministrazione guidata allora come oggi da Macrì definì le modalità di collaborazione tra Comune e Libertas per l’organizzazione dell’evento.

La rottura tra Libertas e il Comune

Quest’anno, secondo il racconto dell’associazione, qualcosa cambia. A luglio Libertas comincia a preparare l’undicesima edizione, ma scopre che altre realtà sarebbero già state contattate per organizzare la Parata per conto del Comune. Il 7 agosto arriva poi la telefonata dell’Amministrazione a Godano: la manifestazione, sostiene Libertas, sarebbe stata ormai impostata insieme a un’associazione teatrale di Lamezia Terme. Al presidente viene proposta una partecipazione personale come storico, non il coinvolgimento dell’associazione nell’organizzazione.

Da qui il comunicato di fuoco di Libertas, che parla di «dieci anni cancellati con un colpo di spugna» e di una decisione «oscura», chiedendo perché sia stato messo da parte chi quella manifestazione l’ha creata e costruita nel tempo.

La replica di Macrì

Macrì replica prima annunciando il ritorno della Parata come patrimonio della città e poi, dopo le accuse, rincara la dose. «La storia di Tropea non ha padroni», afferma, sostenendo che il riconoscimento del lavoro di Libertas non possa trasformarsi in un «diritto di proprietà perpetuo» sull’evento.

Il sindaco contesta anche la parola “estromissione”: Godano, sostiene, sarebbe stato invitato a partecipare come storico e avrebbe rifiutato. Poi l’affondo più pesante. Macrì riferisce che al Comune sarebbero giunte notizie di interlocuzioni mirate a scoraggiare la partecipazione di persone e figuranti alla manifestazione, senza però indicare pubblicamente nomi o circostanze precise.

Due visioni contrapposte sulla stessa manifestazione

La polemica finisce così per andare ben oltre l’organizzazione di un evento. Libertas rivendica la paternità del progetto e il lavoro di dieci anni; il Comune rivendica il diritto di far vivere la manifestazione indipendentemente da chi l’ha creata. Entrambi sostengono che la storia appartenga alla città. È proprio sul significato di quel principio, però, che oggi si consuma lo scontro.