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05/08/2026 ore 18.05
Società

Sagra della sujaca a Caria: un viaggio nei sapori antichi della Calabria contadina

La pignata sul fuoco a legna, la danza dei Giganti e i ritmi della tradizione: l'evento culinario più atteso del Vibonese celebra la resistenza dei custodi dei semi antichi. Francesco Pugliese presidente dell’Associazione culturale Cheria Caria: «Tutti collaborano, è la festa di un’intera comunità»

di Giusy D'Angelo

È tra gli eventi enogastronomici più attesi dell’estate in provincia di Vibo Valentia e ogni anno chiama a raccolta centinaia di visitatori. Un rito collettivo che affonda le radici nel 1979 e che si rinnova puntuale ogni 6 agosto: è la Sagra della sujaca di Caria, dedicata al tipico fagiolo bianco locale. Un prodotto d’eccellenza che racconta la resistenza e la caparbietà dei contadini dell’area del Poro, di cui questo legume è una delle massime espressioni. In questo territorio a forte vocazione agricola, generazioni di agricoltori tramandano da secoli un piatto semplicissimo ma dal sapore unico.

Ancora oggi, i produttori locali custodiscono i semi antichi, tenendo viva una tradizione che rischiava di scomparire. In questo contesto, la sagra diventa un viaggio nei sapori di casa, reso possibile dall’instancabile lavoro dei volontari che si prodigano per la perfetta riuscita della manifestazione, divenuta nel tempo un vero e proprio festival. Ne abbiamo parlato con Francesco Pugliese presidente dell’Associazione culturale Cheria Caria.

Dal 1979 al 2026

La Sagra di Caria è un pilastro dell'estate vibonese ed accompagna generazioni di famiglie: «Alla prima edizione della Sagra, nel 1979 – ci racconta il presidente Pugliese - non ero ancora presente perché non ero ancora nato. Di fatto, io, come tanti altri, sono cresciuto all'ombra di questa manifestazione. Mi sono avvicinato all’evento fin da bambino: già tra i 10 e gli 11 anni davo una mano, per quello che poteva essere il contributo di un bambino della mia età. Ricordo che venivamo coinvolti proprio per imparare a metterci a disposizione della manifestazione e della comunità. Successivamente sono entrato a far parte del comitato organizzatore e, nel 2017, sono stato eletto presidente dell'associazione nata proprio in quell'anno per dare nuova linfa all'evento».

Il pieno coinvolgimento dei giovani

Poi un cambio di passo: «Sono stati i giovani a chiedere e a volere questa trasformazione. Il cambiamento di cui vado più fiero è proprio questo: la nascita dell'associazione Cheria, che dal 2017 cura l'organizzazione della manifestazione e che ha permesso il coinvolgimento attivo di quasi tutti i ragazzi e i giovani del paese. Oggi siamo più di ottanta volontari. I ragazzi hanno portato innovazione e nuove idee, continuando però a custodire un evento che rappresenta un’espressione importante della nostra tradizione, creata e tramandata da chi ci ha preceduto».

Un grande lavoro di squadra

Dietro le quinte c'è il cuore pulsante dei volontari: «È proprio l'unione a fare la differenza. È la prima cosa che salta all'occhio, soprattutto durante la serata del 6 agosto, ed è ciò che in molti ci fanno notare. È bellissimo vedere un'intera comunità, dai più piccoli ai più grandi, collaborare e contribuire alla riuscita di questo evento. Ognuno mette a disposizione della manifestazione le proprie attitudini, capacità e il proprio talento. È un grande lavoro di squadra, che richiede impegno e sacrificio, ma che è soprattutto frutto di una collaborazione concreta, attiva e condivisa».

Le famiglie di Caria sono i veri «cuochi»

Il fagiolo di Caria è un'eccellenza che unisce territorio e palato. E nonostante il trascorrere del tempo, il segreto resta lo stesso: «Il tocco magico è la cottura del prodotto, preparato secondo la tradizione nelle pignate e cotto a fuoco lento per diverse ore. Questa magia è possibile grazie al contributo delle famiglie di Caria che, fin dalla primissima edizione, cucinano nel pomeriggio del 6 agosto una o più pignate che, in serata, vengono portate in piazza e offerte agli organizzatori per la preparazione dei vassoi destinati ai nostri stand. È una caratteristica unica della nostra Sagra, che cerchiamo di tutelare e difendere con grande determinazione. Le famiglie di Caria sono i veri cuochi della Sagra da Sujaca».

Organizzare un evento del genere richiede mesi di lavoro: «Tutto il lavoro che c'è dietro una manifestazione di questo tipo spesso non si vede, oppure se ne vede soltanto una parte. È un lavoro che, di fatto, non si ferma mai e che prosegue durante tutto l'anno. Terminata un'edizione, iniziamo subito a pensare a quella successiva, cercando di individuare nuovi modi per migliorare la manifestazione, mantenendola saldamente ancorata alla tradizione ma allo stesso tempo dandole una veste sempre più moderna. Oggi possiamo contare su un ottimo ricambio generazionale. Nell'organizzazione sono presenti persone di tutte le età: dai bambini fino agli anziani ultranovantenni, che continuano a offrirci consigli preziosi e, soprattutto, a trasmetterci conoscenze e saperi sulla coltivazione e sulla produzione della Sujaca».

Simbolo del Poro

Non mancano le sfide per il futuro: «Puntiamo a continuare a migliorare un evento che ormai ha varcato anche i confini regionali, facendo conoscere sempre di più questo straordinario prodotto coltivato sull'Altopiano del Poro. Allo stesso tempo, vogliamo individuare nuove strade per tutelarlo, tramandando alle nuove generazioni gli antichi metodi di coltivazione e produzione, affinché questo patrimonio di tradizioni non vada perduto», assicura Pugliese.

Cosa si potrà degustare

Protagonisti della serata saranno ovviamente i tipici fagioli bianchi di Caria cotti, come da tradizione, nella "pignata" adagiata sulla brace a legna. Una cottura lenta e sapiente che esalta tutto il sapore di una pietanza unica. Non mancheranno, inoltre, i prodotti tipici più rinomati del Vibonese, disponibili anche in versione gluten-free grazie alla ormai consolidata collaborazione con AIC Calabria.

Il programma

A fare da cornice all’evento ci sarà l’immancabile danza dei giganti Mata e Grifone, pronti a trasportare gli ospiti in uno dei miti più famosi del folklore calabrese. A portare ritmo ed energia tra le vie del paese e gli stand ci penserà invece la Cala Street Band. La musica continuerà poi in piazza con due concerti imperdibili: l'esibizione di Officina Kalabra, tra i gruppi più apprezzati del panorama regionale, e quella degli Amakorà, ormai colonna sonora identitaria dell’evento di Caria.