Ricadi, i bambini portano in scena la Passione vivente e commuovono la comunità nella Domenica delle Palme
Gli organizzatori sottolineano l’emozione suscitata dalla rappresentazione affidata ai più piccoli, rimarcando l’impegno di don Francesco Sicari, la regia di Giuseppe Purita e il contributo dei genitori nella preparazione dell’evento
Nel giorno della Domenica delle Palme, a Ricadi, la Passione di Cristo è passata attraverso i volti e le voci dei bambini dell’oratorio Carlo Acutis, in una rappresentazione che la comunità ha vissuto come «molto più di una semplice recita», ma come «un momento di condivisione, riflessione e profonda emozione».
È quanto si comunica con una nota, che insiste proprio su questo intreccio tra sacro e partecipazione collettiva, sottolineando quanto sia difficile «trasmettere il peso e la profondità della Passione di Cristo», ma anche come, «quando a farlo sono i bambini, il sacro incontra una purezza che arriva dritta al cuore». È da qui che prende forma il racconto di una Passione vivente affidata ai più piccoli e restituita al pubblico con intensità e partecipazione: «Vedere i più piccoli vestire i panni di figure bibliche con tale serietà e dedizione ha lasciato il pubblico senza fiato».
I bambini al centro della scena
A colpire, secondo quanto viene evidenziato, è stata la capacità dei bambini di entrare nei personaggi e nel significato della rappresentazione. La nota descrive «ogni gesto» e «ogni parola pronunciata con quella tipica timidezza che si trasforma in coraggio sul palco» come elementi che hanno reso «la narrazione della Passione Vivente incredibilmente autentica e commovente».
Il ruolo di don Francesco Sicari
Gli organizzatori attribuiscono poi la riuscita dell’iniziativa a un lavoro collettivo, indicando anzitutto nella guida di don Francesco Sicari uno dei punti di riferimento dell’intero percorso. A lui va «un ringraziamento speciale», si legge, per «la guida spirituale» e per «il costante incoraggiamento», definiti «la roccia su cui è nata questa iniziativa».
«La sua fiducia nel potenziale dei più piccoli ha permesso di creare uno spazio di crescita e condivisione per tutti». Un passaggio che lega l’evento non solo al momento della rappresentazione, ma a un cammino educativo e comunitario che coinvolge l’oratorio e la parrocchia.
La regia e il lavoro dietro le quinte
Un altro riconoscimento viene rivolto al regista Giuseppe Purita, figura centrale nella preparazione dello spettacolo: «Con pazienza infinita, sensibilità e visione artistica, ha saputo valorizzare ogni singolo interprete».
Purita, si legge ancora, ha trasmesso ai bambini «non solo i tempi teatrali, ma il senso profondo del mistero rappresentato».
L’apporto delle famiglie e il senso della comunità
Infine, il riferimento ai genitori, il cui contributo viene descritto come decisivo. «Senza il loro supporto logistico, la cura nei costumi e la costante presenza durante le prove, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. È proprio in questa collaborazione tra parrocchia, famiglie e arte che risiede il vero spirito della comunità».
«Grazie ai nostri piccoli grandi attori - concludono gli organizzatori - per averci regalato un pezzetto di cielo, e grazie a chi, con amore e dedizione, ha reso possibile questo piccolo miracolo di fede».