Randagismo, a Vibo il canile sanitario provinciale ancora non c’è. I volontari: «Comuni in mora e cifre irrisorie per la gestione degli animali»
La vicepresidente dell’associazione Argo Marika Barreca sollecita un confronto con gli amministratori locali e Asp: «Sistema che non funziona. In alcune aree situazione fuori controllo»
Da un lato la piaga del randagismo e il lavoro delle associazioni, dall’altro il ruolo dei Comuni. L’abbandono degli animali d’affezione, nel comprensorio di Vibo, continua a rappresentare un fenomeno di difficile eradicazione. L’impegno dei volontari è massimo ma troppo spesso la percezione è che ci sia troppa poca attenzione e volontà nella risoluzione delle problematiche. Così le associazioni animaliste si trovano a dover fronteggiare la gestione dei randagi con poco budget a disposizione. Ne abbiamo parlato con Marika Barreca, vicepresidente dell’associazione Argo che, da 2018, gestisce il canile municipale di Vibo Valentia.
Il problema del randagismo e la gestione sul territorio
«In ogni provincia dovrebbe esserci un canile sanitario che dovrebbero costruire tutti i sindaci dove l’Asp opera, vaccina e cura cani e gatti del territorio. Ad oggi però nulla è fatto. Contestualmente l’Asp ha autorizzato, in via emergenziale, la creazione di box sanitari in ogni struttura presente. Ma spesso il servizio salta. C’è un primo problema di fondo: i sindaci dovrebbero essere convenzionati con un canile o avere un proprio canile. Tuttavia – aggiunge la volontaria – capita assai di frequente che i Comuni non paghino la retta per il mantenimento e di conseguenza i canili bloccano le entrate ai nuovi, andando in sofferenza».
Entrando nel dettaglio, la volontaria sottolinea: «Per legge il minimo è di 3,50 euro (secondo Anac) a cane. Vibo, per fare un esempio, paga un rimborso spese di circa 7500 euro per 220 cani. Circa 1,12 euro al giorno. Cifre che ovviamente non riescono a coprire le spese (cibo, rimborso a chi ci aiuta, convenzioni, manutenzione ordinaria, veterinario, esami). Per non parlare di tanti altri Comuni, in mora di mesi e mesi. In tutto ciò, i cani come dovrebbero mangiare? Ecco perché tante volte ci troviamo costretti a chiedere aiuto alla cittadinanza o alle persone che ci sostengono».
Chiesto un tavolo tecnico
Su Vibo «la situazione, seppure con difficoltà, viene tenuta sotto controllo, nell’area delle Serre e Pre Serre, invece il randagismo dilaga». L’auspicio è che si prenda atto della situazione convocando un tavolo tecnico alla presenza dei rappresentanti delle varie amministrazioni e delle associazioni: «Purtroppo, in passato, quando abbiamo tentato di accendere i riflettori sulla questione, i riscontri sono stati quasi nulli. Tanti sindaci quando si tratta di randagismo spariscono». L’amarezza è tanta: «C’è un sistema che continua ad interrompersi e si accavalla. A pagare le conseguenze sono gli animali e i volontari. Un altro esempio? L’Asp è riuscita a concretizzare la convenzione con due cliniche per il primo soccorso ma al momento la situazione è in stallo».