Pizzo, Italia Nostra replica al sindaco: «Non ci vuole uno “scienziato” per capire lo scempio fatto alla Marina»
Il presidente della sezione vibonese dell’associazione reagisce alle parole di Pititto che aveva messo in guardia dai giudizi degli «“scienziati” da social»: «Quel muro di cemento che impedisce la vista del mare resta un progetto miope e dannoso»
Italia Nostra interviene nuovamente nel dibattito sull’opera in costruzione alla Marina di Pizzo e replica alle dichiarazioni del sindaco, Sergio Pititto, dopo l’intervista del nostro network. In particolare, il presidente della sezione vibonese dell’associazione, Alessandro Caruso Frezza, stigmatizza quelli che definisce «toni derisori o sminuenti» usati dal primo cittadino che aveva messo in guardia dagli «“scienziati” da social», assicurando che il nuovo lungomare dalla Marina alla Seggiola sarà «favoloso».
Pizzo, il sindaco difende la nuova opera alla Marina: «Sarà favolosa, lasciate perdere gli “scienziati” da social»Nel suo intervento, Frezza contesta l’impostazione dell’opera partendo da un punto che definisce elementare: «Non ci vuole certo uno “scienziato” per capire che, se costruisci un muro che ti sbarra la vista del mare, per vedere il mare poi ci devi salire sopra», a prescindere dal fatto che si realizzi «una scalinata o una rampa» e che la sommità venga chiamata «“lungomare”». Per il presidente di Italia Nostra, «il tutto rimane e rimarrà sempre un muro che ti sbarra la vista ed una sommità di muro su cui sarai costretto a camminarci».
La critica si estende anche all’impatto visivo dal mare. «Né ancora ci vuole uno “scienziato” per capire che, se si costruisce un massiccio cordone di cemento sul mare, per chi guarda Pizzo dal mare medesimo, tale cordone si sovrapporrà visivamente al costone della storica rupe pizzitana», alterando «per sempre e negativamente la suggestione e bellezza paesaggistica del contesto».
Un ulteriore aspetto riguarda l’innalzamento del piano di campagna. Secondo Caruso Frezza, «se innalzi l’intero livello del piano di campagna», dalla Marina e dall’attuale lungomare «non avrai più, proprio dal cuore turistico della Marina, la vista sul mare verso il Golfo di Sant’Eufemia», con una trasformazione che «si troverà non più incastonata fra il mare e verso il mare, ma in mezzo al cemento».
Da qui il giudizio complessivo: «Il progetto è e rimane miope e di scarso pregio», così come «la sua difesa ad oltranza». Il rappresentante di Italia Nostra richiama poi il principio della buona amministrazione, che «deve bilanciare nel modo migliore gli interessi pubblici e/o privati coinvolti e non sbilanciarli a favore di uno solo di essi», anche quando si invoca la «sicurezza del territorio».
Secondo Italia Nostra, infatti, «c’erano e ci sono altre “sicurezze” che dovevano essere prese in considerazione», come quella legata alla promozione turistica e paesaggistica e ai benefici economici diffusi per i cittadini. Sicurezze che, a suo avviso, oggi risultano compromesse da un intervento che avrebbe avuto come obiettivo principale «la mera messa in sicurezza del neo costruendo parcheggio».
Per questo motivo, conclude Caruso Frezza, «urgono una variante ed un ripensamento». Italia Nostra, insieme ad Archeoclub d’Italia e Wwf, continua quindi a sostenere «le centinaia di cittadini, pizzitani e non, contrari a quanto si sta realizzando», indipendentemente dal luogo in cui tale contrarietà viene espressa.
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