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02/05/2026 ore 09.37
Società

Paravati, la Vergine giovinetta di Natuzza ritorna in piazza Nassiriya. Il figlio Franco: «Mamma sta gioendo dal cielo»

Una copia della statua della Madonna è stata inaugurata nello spazio pubblico. Nel 1993 l'arrivo dell'originale realizzato su indicazione della Serva di Dio

di Giuseppe Currà

La madonnina di Natuzza Evolo ritorna in piazza Caduti di Nassiriya. Era la seconda domenica di novembre del 1993 quando l'effigie della Vergine giovinetta, realizzata su indicazione della Serva di Dio, giungeva per la prima volta nello spazio pubblico di Paravati. Ad accoglierla vi erano la stessa umile donna, l'allora vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Domenico Cortese, migliaia di pellegrini provenienti dall'Italia e dall'estero. La statua fu subito dopo allocata nella Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca”, in attesa della realizzazione della Villa della Gioia e del santuario “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” in cui oggi si trova. Da qualche ora, tuttavia, una copia della madonnina campeggia su un'alta colonna di piazza Nassiriya, quasi a voler immortalare quei frangenti e benedire i semplici passanti e i tanti pellegrini che ancora oggi giungono a Paravati, attratti dal carisma di mamma Natuzza. A commissionarla è stato il Comune guidato dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano.

Il momento è stato suggellato con una messa, presieduta dal vescovo Attilio Nostro nella chiesa Santa Maria degli Angeli, e con la successiva cerimonia di svelamento e benedizione dell'effigie. Tanti i presenti. Tra questi, il figlio della Serva di Dio, Francesco Nicolace, accompagnato dalla moglie e dal figlio Antonio. «Per quanto mi riguarda - ha affermato visibilmente emozionato - voglio ringraziare tutti voi da parte di mamma Natuzza, che dal cielo starà in questo momento sicuramente gioendo. In questi anni continuiamo ad assistere a tante meraviglie a Paravati. Oggi se ne aggiunge un'altra». In precedenza a ripercorrere le fasi dell'arrivo della statua è stato don Pasquale Barone, all'epoca parroco e oggi presidente della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”.

«Questa piazza, gremita di migliaia di pellegrini - ha spiegato - ha vissuto quel giorno un evento unico e straordinario: il dono da parte di Natuzza della statua della Vergine che il vescovo Cortese, nel corso di una solenne celebrazione eucaristica, ha benedetto e affidato alla pietà popolare. Fin da sabato si è scatenata sul territorio una forte perturbazione atmosferica, fulmini, tuoni, acqua, e vento, proseguita per tutta la notte e la giornata di domenica. Nel pomeriggio un breve alleggerimento della situazione ha consentito la celebrazione eucaristica. Nella straordinaria partecipazione della natura - ha aggiunto - c'è sembrato allora di cogliere un messaggio interessante: “Purificatevi perché su queste colline soffia forte il vento dello spirito”. In questo soffio dello spirito sta, a mio avviso, tutto il mistero di Natuzza e di Paravati. Una realtà che non si finisce mai di capire. Qui, infatti, la Madonna ha visto il punto più profondo di un ampio cratere di bisogni, ispirando la realizzazione di un grande progetto di fede e di opere sociali, per fare del paese di Natuzza un luogo dello spirito, un'oasi di pace, la terra delle meraviglie».

«C'è un tracciato positivo che riguarda questa comunità. Ristrutturando la piazza - ha sottolineato dal canto suo il sindaco Giordano - l'abbiamo concepita come il ripetersi del lungo viale della Villa della Gioia e, guarda caso, qui da 12 anni c'era una colonna. Allora abbiamo pensato di metterci sopra una copia della madonnina. Adesso, quanto passeremo di qua, potremo rivolgerle una preghiera per noi e i nostri cari». Tra gli interventi, anche quello del vicesindaco Domenico Pontoriero. In conclusione le parole del vescovo, affiancato dal parroco don Antonio Pileggi.

«Il mio pensiero - ha affermato monsignor Nostro - va oggi a Natuzza che, in maniera positiva, ci ha contagiati tutti con questa devozione a Maria. Che davvero Natuzza possa aiutarci in quest'opera bellissima, perché non soltanto la Villa della Gioia, ma anche tutta Mileto e Paravati, risultino davvero posti accoglienti per tante persone. Il mio sogno - anche per questo abbiamo inaugurato qualche tempo fa nell'episcopio il Giardino della speranza - è che la gente venendo qui rimanga meravigliata. Quando la gente giunge nella spianata della Fondazione mi accorgo che si guarda intorno e dice: “Ma che è bello...”. Ecco, dovrebbe essere tutto così, Paravati, Mileto, la nostra diocesi». Nell'occasione, ai piedi dell'effigie della Vergine è stata posta una corona di fiori, ad opera del comando provinciale dei Vigili del fuoco di Vibo Valentia.