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28/04/2026 ore 10.44
Società

Non chiamatela “Pet therapy”, a Vibo la prima realtà calabrese che impiega gli animali per percorsi di cura

VIDEO - La fattoria sociale Junceum gestita dall’associazione La Goccia è l’unica struttura in Calabria abilitata alla formazione per gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa) rivolti a persone con bisogni specifici. Presentato il progetto elaborato con l’Università di Messina

di Stefano Mandarano

Percorsi di cura e riabilitazione basati sulla relazione uomo-animale: sono gli Iaa, Interventi assistiti con gli animali. Rivolti a persone con bisogni specifici, mirano a costruire processi di benessere in un approccio multidisciplinare che coinvolge specialisti di varie branche mediche. La fattoria sociale Junceum di Vibo Valentia, gestita dall’associazione La Goccia, è la prima struttura in Calabria ad abilitarsi nella formazione in questo particolare ambito terapeutico. Il risultato, ottenuto grazie alla proficua relazione intrapresa ormai da diversi anni con l’Università di Messina, è stato presentato nei giorni scorsi nella sede associativa.

A delineare il perimetro della procedura terapeutica è stato il neuropsichiatra infantile Bruno Risoleo: «L'intervento assistito con gli animali ha una doppia valenza, sia di tipo educativo ma anche di tipo terapeutico - ha spiegato -. Il presupposto è quanto una persona con fragilità possa avere benefici dall'avvicinamento e dal contatto con l'animale. Ovviamente quando parliamo di interventi assistiti ci rifacciamo a precise linee guida che sono state approvate a livello nazionale circa 10 anni fa: parliamo quindi di interventi che hanno una valenza scientifica, che presuppongono un percorso formativo importante, l’esistenza di un'equipe e di un progetto che parte dall'analisi dei bisogni e dal profilo funzionale della persona con fragilità e va a valutare anche le risposte che l'avvicinamento graduale all'animale dà, le emozioni che genera».

Per Michele Napolitano, presidente dell’associazione La Goccia: «Quella di oggi è la concretizzazione di un percorso che portiamo avanti da anni. Il fatto di aver stabilito delle relazioni con uno dei maggiori istituti nazionali, che è quello universitario specializzato negli Interventi assistiti con gli animali dell'Università di Messina, è sicuramente un traguardo importante. Un traguardo per quanto attiene alle relazioni, una partenza per quanto riguarda l'attività della formazione e delle progettazioni interdisciplinari che dovranno inevitabilmente mirare alla costruzione di una rete che porti benefici alle fasce più fragili».

Non chiamatela “Pet therapy” però, gli Interventi assistiti con gli animali sono basati su un approccio medico-scientifico rigoroso, i cui risultati sono misurabili nella risposta dei pazienti.

«Gli Iaa stanno sempre più supportando le terapie tradizionali» ha spiegato il professor Michele Panzera, docente di Etologia veterinaria e benessere animale dell'Università di Messina. «Il compito del nostro centro universitario - ha aggiunto - è quello di validare procedure e metodologie che assistono medici, psicologi e neuropsichiatri nella possibilità di articolare relazioni di cura e di aiuto che tengano conto delle riconosciute capacità empatiche e relazionali delle specie più comuni e che sono quelle autorizzate a poter rispettare questi setting: il cane, il gatto, il coniglio, il cavallo e l'asino. Vi sono per fortuna ormai numerosissime evidenze scientifiche che hanno dimostrato come, nei quadri delle disabilità che purtroppo caratterizzano le neuro-fragilità dell'età evolutiva, ma anche senile, la relazione con l'animale migliora in maniera significativa tutto un campo di abilità residue o mitiga gli handicap relazionali di questi quadri nosografici».

Un percorso al quale sono chiamati a compartecipare anche i medici veterinari, come ha spiegato anche il presidente dell’Ordine professionale provinciale di Vibo Valentia, Francesco Massara, accompagnato nell’occasione dal segretario dell’ordine Alessandro De Domenico. «Il medico veterinario sta riscoprendo sempre più il suo ruolo in un contesto sociale in partnership con una pluralità di figure mediche - ha detto quest’ultimo -. Quindi la collaborazione di quest'equipe è alla base di attività che riescono, con la figura del medico veterinario, a garantire rapporti di forte empatia con animali spesso selezionati proprio per creare un solido rapporto con persone bisognose innescando meccanismi di miglioramento clinico. Il medico veterinario, in questo, rappresenta il garante tra il mondo animale e il rapporto con l'essere umano» ha concluso De Domenico.