Nel Vibonese non si fanno più figli: in 40 anni natalità dimezzata (-52%). Solo a Jonadi trionfa l’amore (+43%), tutti i dati comune per comune
L’età media aumenta e le nascite calano a picco. Ad essere più colpiti dal fenomeno sono le aree interne e i centri più piccoli, con l’Alto Mesima che ha registrato il 68% di nascite il meno
Dopo i numeri impietosi che certificano l’impressionante calo demografico che ha colpito la provincia di Vibo Valentia (-30mila abitanti in poco più di 30 anni) un nuovo triste e allarmante dato viene fuori dalle ricerche condotte dallo studioso pizzitano di statistica demografica, Giovanni Durante, tra i fondatori dell'Osservatorio regionale demografico, nato un mese fa per analizzare e arginare la piaga dello spopolamento.
Spopolamento, la lenta agonia del Vibonese: in 33 anni persi 30mila residenti, record a Polia (-78%)Nella provincia di Vibo Valentia, negli ultimi 40 anni, la natalità si è praticamente dimezzata. Secondo i dati raccolti dall'Ord, infatti, in un raffronto tra le nascite del decennio 1982-1991 e quelle del decennio 2012-2021, sul territorio provinciale vi è stata una contrazione delle nascite del 52,28 per cento, una percentuale di molto superiore alla media italiana. Durante, grazie alla banca dati dell’Istat, ha analizzato le nascite che si sono registrate in tutti e 50 i comuni della provincia e ha evidenziato che si è passati dai 26.394 nuovi nati del decennio 1982/‘91 ai 12.535 nuovi nati del decennio 2012/2021.
«Questo decremento - precisa lo studioso - ha interessato tutti i comuni tranne uno (Jonadi) e tutti e cinque i comprensori in cui si suddivide tradizionalmente il territorio provinciale». A essere più colpito è ancora una volta l’Alto Mesima, dove il calo delle nascite ha toccato l’incredibile percentuale del -68,37%. A seguire, praticamente appaiati, le Serre (-55,35%) e l’Angitola (-55,07%) e poi la costa (-52,51%). Chiudono infine la classifica, i comuni del Poro (-45,91%) e Vibo città (-41,39%). I comuni che hanno avuto la maggiore diminuzione di nascite a un livello superiore all’incredibile percentuale 70% sono sette e cioè, nell’ordine: Acquaro (-76,40%), Arena (-75,59%), Polia (75,14%), Zungri (-73,80%), Dinami (-73,06%), Zaccanopoli (-70,59%) e Simbario (-70,37%).
In altri undici comuni vibonesi, il calo della natalità è stato invece superiore al 60%: si tratta di Nardodipace (-69,34%), Brognaturo (-68,38%), Gerocarne (-68,27%), Francavilla (-68,22%), Pizzoni (-68,22%), Filadelfia (-67,26%), Joppolo (-65,48%), Capistrano (-62,77%), Monterosso (-61,42%), San Nicola da Crissa (61,13%) e Spilinga (-60,55%). Sono inoltre ben sedici, i comuni che hanno registrato un calo della natalità superiore al 50% e cioè: Nicotera (58,97%), Cessaniti (58,52%), Drapia (-58,43%), San Costantino (-57,86%), Mileto (-56,23%), Filogaso (-55,24%), Sant’Onofrio (-55,07%), San Calogero (-54,92%), Tropea (-54,34%), San Gregorio (-53,63%), Vazzano (-52,98%); Mongiana (-52,66%), Spadola (-52,04%), Maierato (-51,69%), Stefanaconi (-51,52%) e Limbadi (-50,01%).
Nove invece i comuni che hanno avuto un calo delle nascite superiore a un pur sempre consistente 40% e cioè, nell’ordine: Briatico (-49,76%), Soriano (-49,48%), Filandari (-46,20%), Serra San Bruno (-45,41%), Rombiolo (-45,14%), Dasà (-44,17%), Vibo Valentia (-41,39%), Sorianello (-41,15%) e Zambrone (-40,59%).
Solo tre comuni – Vallelonga (-38,46%), Fabrizia (-36,42%) e Pizzo Calabro (-35,91%) – hanno avuto un calo superiore al 30% ed appena due – Parghelia (-27,82%) e Ricadi (-22,82%) – un calo superiore al 20%, mentre Francica risulta il comune meno interessato da questo fenomeno, registrando un calo del 6,38% e Jonadi ha fatto registrare un aumento del 43%, complice il forte incremento della sua popolazione.
«A essere colpiti - continua lo stesso Durante - sono ovviamente i comuni più piccoli, poiché a fronte di un calo delle nascite del 65% nei centri del Vibonese sotto i mille abitanti e del 62,43% in quelli sotto le duemila anime, tale calo, seppur drammatico, scende al 52,85% nei centri sotto i tremila abitanti, al 51,92% nei centri sotto i quattromila abitanti e al 51,46% nei centri sotto i cinquemila abitanti. Nei cinque centri più popolosi, infine, si arriva comunque ad un calo del -50,14% delle nascite ma solo per una certa tenuta del dato del comune più popoloso di questa fascia che è Pizzo, altrimenti il bilancio sarebbe stato più pesante».