Natale, a Vena di Jonadi il bambinello Gesù nasce tra le macerie della guerra in Palestina
Il presepe situato nella chiesa ricrea i luoghi dei bombardamenti. Don Carnovale: «Grido di speranza che attraversando la storia giunge ai giorni nostri»
Presepe “particolare”, che guardando al passato ci immerge nel quotidiano, quello realizzato per questa santa festa del Natale dalla comunità parrocchiale “Gesù Salvatore” di Vena di Jonadi. Dal titolo significativo: “Quando la Luce nasce tra le macerie…! ”, la rappresentazione della natività creata in modo artigianale all'interno della chiesa matrice - così come spiega il parroco don Roberto Carnovale - vuole essere un grido di speranza, «un messaggio che attraversando la storia giunge fino ai giorni nostri. Abbiamo voluto raffigurare Gerusalemme con il Muro del Pianto e soprattutto Gaza devastata dalle bombe. Luoghi feriti e segnati dalla sofferenza - sottolinea al riguardo il sacerdote - dove ogni giorno uomini, donne e bambini lottano per sopravvivere. E proprio qui, tra macerie e pietre spezzate , nella nostra scena nasce il Bambino Gesù. Perché il Natale è questo: “Dio sceglie ancora una volta gli ultimi, i luoghi dove sembra impossibile vivere, sceglie la notte più oscura per portare la sua luce e sceglie il dolore dell'umanità per piantare un seme di pace”»,
«Questo presepe - aggiunge - vuole ricordarci che Gesù continua a nascere oggi, in ogni angolo del mondo dove regna la guerra, la paura, la povertà. E ci provoca, ci interpella chiedendoci: “Che cosa puoi fare tu per portare pace e come puoi essere luce nelle tenebre di qualcuno?”. Voglio ringraziare di cuore i vari Eugenio, Gianni, Fausto Mariano, Nicolino..., artisti che con passione, creatività e tanta pazienza hanno dato vita a questo capolavoro. Da parte nostra - conclude don Carnovale - l'invito a venirlo a visitare, a sostare davanti a questa scena che parla più di mille parole. E a lasciarvi toccare il cuore, nella certezza che il Principe della Pace nasce ancora… e nasce per tutti».