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04/09/2026 ore 09.27
Società

Mileto si ferma per Ema, Izidor e Petra: domenica la messa in Cattedrale e una fiaccolata silenziosa

Dopo la morte dell’intera famiglia slovena coinvolta nell’esplosione nel B&B Villa Mary, parrocchia e Comitato rinunciano alle manifestazioni civili per la festa di San Fortunato. Don Giuseppe Pititto: «Ci ritroveremo in preghiera per sentirci partecipi di un dolore così grande»

di G. C.

Mileto si prepara a stringersi ancora una volta attorno al ricordo di Ema, Izidor e Petra, la famiglia slovena sterminata dalle conseguenze dell’esplosione avvenuta il 25 agosto nel B&B Villa Mary. Domenica 6 settembre la comunità si ritroverà per due momenti di raccoglimento: alle 11 una Messa di suffragio nella Basilica Cattedrale e alle 21 una fiaccolata silenziosa in piazza Badia. A darne notizia è la Parrocchia di San Nicola nella Basilica Cattedrale, con una nota firmata dal parroco e presidente del Comitato di San Fortunato e San Nicola, don Giuseppe Pititto.

«L’incidente verificatosi a Villa Mary ha scosso profondamente la nostra comunità – si legge nella comunicazione –. Ad aggravare ulteriormente la tristezza di questa vicenda, è giunta la notizia della morte dell’intera famiglia Yamnik Cobolt. È una tragedia che ha cancellato un’intera famiglia e che ci lascia nello sgomento».

Sospese tutte le manifestazioni civili

La decisione della parrocchia e del Comitato è quella di sospendere ogni manifestazione civile riguardante la festa in programma. Una scelta maturata definitivamente dopo l'epilogo più tragico della vicenda. Già dopo la morte di Izidor, il 27 agosto, Mileto aveva proclamato il lutto cittadino e fermato gli eventi civili previsti per la festa patronale di San Fortunato. In un primo momento era stata prospettata la possibilità di recuperarli nel fine settimana successivo, ma le morti di Petra e poi della piccola Ema hanno cambiato ogni programma.

«Inizialmente si era pensato di riproporre le manifestazioni questo fine settimana – spiega don Pititto –, ma, dopo la morte della giovane Petra e della piccola Ema, ci pare opportuno riunirci per un ulteriore momento di preghiera, che sappia essere anche un momento di comunione ecclesiale tra la nostra Chiesa locale e la Chiesa che vive nella comunità di Kotlje, in Slovenia, parrocchia natale delle tre vittime».

Da qui i due appuntamenti di domenica: «Il primo alle ore 11 nella Chiesa Cattedrale, per una Santa Messa di suffragio per le anime benedette di Izidor, Petra ed Ema; il secondo alle ore 21 in piazza Badia, per una fiaccolata silenziosa». Due momenti, sottolinea la parrocchia, che «vorranno testimoniare la nostra fede e il nostro desiderio di sentirci compartecipi del dolore di questi nostri fratelli».

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La tragedia iniziata il 25 agosto

La tragedia era cominciata la sera del 25 agosto, quando una violentissima esplosione aveva devastato parte del B&B Villa Mary, alla periferia di Mileto. I tre componenti della famiglia slovena erano rimasti gravemente ustionati e, dopo le prime cure all'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, erano stati trasferiti in diversi centri specializzati.

Il primo a morire era stato Izidor Kobolt, il 27 agosto, mentre si trovava ricoverato al Centro grandi ustionati di Palermo. Il primo settembre era poi morta Petra, ricoverata a Catania. La mattina successiva, 2 settembre, si era spenta anche Ema, appena 10 anni, al Centro grandi ustionati di Bari. Con la sua morte si è consumato l'ultimo atto di una tragedia che ha cancellato l'intero nucleo familiare arrivato in Calabria per trascorrere alcuni giorni di vacanza.

Un dolore che ha coinvolto profondamente Mileto. Nei giorni in cui Ema lottava ancora per la vita, un familiare dalla Slovenia aveva fatto arrivare attraverso il sindaco Salvatore Fortunato Giordano il ringraziamento per la vicinanza ricevuta dalla comunità: «Per noi significa davvero molto sapere che a Mileto ci sono persone che stanno pregando».

Ed è proprio alla preghiera che ora la parrocchia affida il ricordo delle tre vittime. «Sono tante le parole spese in questi giorni, così come sono molteplici le situazioni dolorose che hanno afflitto, o stanno ancora affliggendo, la nostra comunità. Le celebrazioni che andremo a vivere vorranno essere il segno del nostro desiderio di rimettere Cristo al centro».

L'invito rivolto ai fedeli è a partecipare e a fare del silenzio stesso un gesto di vicinanza: «Uniamoci a Lui nella preghiera e preghiamolo perché doni conforto alle famiglie di questi nostri fratelli e a quanti oggi sono nel dolore. Che la nostra presenza, la nostra preghiera e il nostro silenzio possano essere un piccolo segno di vicinanza e di comunione per chi sta attraversando una prova così grande».