Mileto, commozione per l'83esimo anniversario della strage di Carasace quando gli aerei anglo-americani falciarono 39 civili in fuga
Il tragico episodio bellico è avvenuto nel 1943 tra le campagne della cittadina normanna. Gli Alleati mitragliarono dal cielo prendendo di mira uomini, donne e bambini
Mileto è rimasta segnata indelebilmente da una delle pagine più tristi e amare della sua storia. E, così, a 83 anni dal tragico episodio, anche nel 2026 ha deciso di commemorarlo in modo solenne e a futura memoria. Si tratta, nello specifico, della cosiddetta “Strage di Carasace”, evento bellico che ha segnato la vita di decine di famiglie miletesi, e non solo. In quella triste giornata del 16 luglio 1943 trentanove civili (tra si essi donne e bambini) caddero inermi sul selciato, colpiti dai proiettili indirizzati dagli aerei anglo-americani nelle fasi finali della Seconda guerra mondiale. Una tragedia immane, dai contorni mai del tutto chiari, ricordata nel giorno della festa di Maria Santissima del Carmelo con una santa messa di suffragio, celebrata nella chiesa di San Michele da don Giuseppe Pititto, e con altri due momenti significativi. Nel corso della sacra funzione il sacerdote ha sottolineato come iniziative del genere siano importanti «per ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, che la guerra e la violenza sono sempre apportatrici di lutti e distruzione, così come del resto dimostra quanto sta avvenendo nel mondo anche ai nostri giorni».
Al termine della celebrazione eucaristica i numerosi presenti si sono spostati nella piazza antistante la stessa chiesa, dove anni fa l'amministrazione comunale ha fatto realizzare un monumento marmoreo dedicato proprio alla strage. Qui - dopo la benedizione impartita da don Pititto alla stele con su incisi i nomi delle vittime dell'eccidio - a prendere la parola è stato il vicesindaco Domenico Pontoriero, in sostituzione del sindaco Salvatore Fortunato Giordano, assente perché impegnato in altra sede per motivi istituzionali. Subito dopo gli agenti di Polizia municipale guidati del comandante Francesco Adornato hanno provveduto a porre ai piedi del monumento marmoreo una corona d'alloro, mentre in cielo si levavano alte le note dell'Inno di Mameli.
Le commemorazioni per l'83esimo anniversario del tragico evento si sono concluse in uno dei luoghi simbolo della strage, davanti alla magnolia del cortile dell'ex ospedale civile che ancora oggi resiste imperterrita al lento scorrere del tempo e delle stagioni, nello stesso terreno dove poco dopo i bombardamenti furono adagiati i corpi di numerose, povere vittime. Tra i frangenti più significativi del momento, la deposizione, da parte degli assessori Carmela Vardaro, Fortunata Dimasi e Francesco Ciccone, di un omaggio floreale ai piedi dell'albero e la lettura, ad opera del docente e socio dell'Accademia Milesia, Francesco Rosario Calzone, di una missiva scritta di proprio pugno dalla famiglia di uno degli innocenti morti nel corso dei bombardamenti. Della strage di Carasace pagine memorabili sono state scritte dagli studiosi locali Giuseppe Occhiato e Filippo Bartuli.