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23/05/2026 ore 12.15
Società

Le scuole di Vibo con Libera nel ricordo di Capaci: lenzuoli colorati contro racket e intimidazioni per dire No alla ‘ndrangheta

Nel giorno dedicato a Falcone, Morvillo e agli agenti della scorta 19 istituti scolastici hanno aderito alla campagna regionale per sostenere impresa sana e commercio libero dalle estorsioni. Solidarietà al dirigente Andrea Nocita e ai dipendenti municipali sotto pressione

di Redazione

Un lenzuolo colorato, appeso alle facciate e agli ingressi degli istituti, per tenere insieme memoria, responsabilità civile e rifiuto del racket. Nel Vibonese il 23 maggio è diventato un gesto collettivo promosso dal Coordinamento provinciale di Libera Vibo Valentia, che ha chiamato le scuole ad attualizzare i celebri lenzuoli bianchi di Palermo con i colori dell’associazione e con lo slogan "La libertà non ha pizzo".

Il ricordo di Capaci nelle scuole

È lo stesso coordinamento a spiegare il senso dell’iniziativa: «Oggi, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, le scuole del Vibonese hanno risposto con forza e calore all’appello del Coordinamento provinciale di Libera Vibo Valentia. Gli studenti e le studentesse hanno ricordato il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della giudice Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonino Montinaro, compiendo un gesto dal profondo valore civile: Attualizzare i celebri lenzuoli bianchi di Palermo, colorandoli con i valori della memoria e della responsabilità».

Il consumo critico come scelta civile

Sui lenzuoli affissi nelle scuole compare lo slogan "La libertà non ha pizzo", legato alla campagna regionale di Libera Calabria sul consumo critico e sul sostegno all’impresa sana. Il coordinamento sottolinea che «lo slogan riprende la campagna regionale di Libera Calabria dedicata al consumo critico e al sostegno all’impresa sana. Un’iniziativa che si rivolge direttamente al tessuto economico, offrendo vicinanza e supporto concreto a quegli imprenditori e commercianti che subiscono il racket, che hanno avuto il coraggio di opporsi alle intimidazioni e che scelgono la strada della trasparenza».

Il messaggio affidato agli studenti guarda quindi anche alla vita quotidiana delle comunità: «I giovani hanno voluto ribadire che ogni scelta d’acquisto è un atto morale e politico, capace di soffocare la criminalità e difendere la libertà di fare impresa sul territorio».

La lezione nata in classe

Per Libera, il valore dell’iniziativa sta anche nel lavoro svolto dentro gli istituti, prima ancora dell’esposizione dei lenzuoli. «Non si è trattato di una semplice esposizione, ma di un percorso didattico e civile: Gli studenti, insieme al corpo docente, hanno lavorato all’elaborazione e alla riflessione sui contenuti dello striscione. Un’attività che non ha significato "saltare giorni di scuola", ma fare scuola nel senso più alto del termine, dando una lezione di cittadinanza a tutti e tutte noi».

Gli istituti che hanno aderito

Sono diciotto le realtà scolastiche che hanno risposto all’appello, colorando il Vibonese nel segno della memoria e della dignità. Hanno aderito il Convitto "Filangieri" di Vibo Valentia, l’Istituto comprensivo di Vallelonga, l’Istituto d’istruzione superiore "Einaudi" di Serra San Bruno, l’Istituto d’istruzione superiore Itg, Iti e Ite di Vibo Valentia, il Liceo artistico "D. Colao" di Vibo Valentia, il Liceo classico "Galluppi" di Tropea, l’Istituto d’istruzione superiore Alberghiero "Gagliardi" di Vibo Valentia, la Scuola secondaria di Limbadi, la Scuola primaria di Pernocari, la Scuola primaria di San Calogero, la Scuola secondaria "Buccarelli" di Vibo Valentia, la Scuola secondaria di Rombiolo, la Scuola secondaria di Acquaro, la Scuola secondaria di Jonadi dell’Istituto comprensivo San Costantino Calabro-Mileto, la Scuola secondaria di Sorianello, la Scuola secondaria di Soriano, la Scuola secondaria di Gerocarne, la Scuola Secondaria di Arena e la Scuola secondaria di primo grado "Anile" di Pizzo Calabro.

Il Comune, Nocita e il clima delle intimidazioni

All’iniziativa ha scelto di unirsi anche il Comune di Vibo Valentia, in un momento segnato dalle intimidazioni che hanno colpito il territorio e, da ultimo, anche il personale dell’ente. Libera scrive che «all’appello ha deciso di rispondere positivamente anche il Comune di Vibo Valentia, unendosi simbolicamente alla protesta civile delle scuole».

Il riferimento è anche al dirigente comunale Andrea Nocita, al quale il coordinamento provinciale rivolge un messaggio di vicinanza dopo la seconda intimidazione subita in meno di un mese: «A lui e a tutti i dipendenti comunali che operano sotto pressione, Libera Vibo Valentia esprime la più totale e ferma solidarietà, ribadendo che davanti alla prepotenza criminale non è tempo di rassegnazione né di silenzi».