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26/09/2026 ore 09.35
Società

La Staffetta della Legalità fa tappa a Vibo: istituzioni e società civile insieme contro l’isolamento di chi denuncia

Appuntamento questa mattina alla Provincia. Annunciata la partecipazione di amministratori, forze dell’ordine, testimoni di giustizia e imprenditori. L’obiettivo è costruire una rete che vada oltre le manifestazioni simboliche

di Redazione

Istituzioni, amministratori, forze dell’ordine, imprenditori, testimoni di giustizia e associazioni insieme per rilanciare da Vibo Valentia un messaggio contro la criminalità organizzata e, soprattutto, contro l’isolamento di chi sceglie di denunciare. È questo il senso della tappa della Staffetta della Legalità in programma oggi, sabato 26 settembre, alle 9.30, nel Palazzo dell’Amministrazione provinciale.

L’iniziativa è promossa da La Tazzina della Legalità insieme alla Provincia di Vibo Valentia e punta a trasformare l’appuntamento in un momento di confronto che vada oltre la semplice manifestazione pubblica. L’obiettivo indicato dagli organizzatori è quello di coinvolgere istituzioni e cittadini in un percorso che faccia della partecipazione uno degli strumenti attraverso i quali contrastare la presenza e il condizionamento della criminalità.

Le adesioni

Numerose le adesioni annunciate alla vigilia. Sono attesi amministratori e rappresentanti dei Comuni di Vibo Valentia, Pizzo, Lamezia Terme, Gioia Tauro, Mileto, Dasà, Isola di Capo Rizzuto, Monterosso Calabro, San Nicola da Crissa e San Gregorio d’Ippona, insieme a esponenti delle istituzioni regionali, delle forze dell’ordine, del mondo produttivo, accademico e religioso.

Tra le presenze indicate dagli organizzatori figurano anche i consiglieri regionali Elisabetta Barbuto, Bruno, Ionà e Polimeni, il presidente della Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo, il rettore dell’Istituto di Criminologia Saverio Fortunato, il vicepresidente nazionale di Confapi Francesco Napoli e il Coisp, rappresentato dal segretario regionale Raffaele Maurotti. All’incontro prenderanno inoltre parte imprenditori, testimoni di giustizia, parroci, associazioni e cittadini.

È proprio l’eterogeneità delle presenze ad assumere, nelle intenzioni dei promotori, un significato particolare. L’idea è mettere attorno allo stesso tavolo mondi diversi, provando a superare quella logica della delega che spesso affida il contrasto alla criminalità esclusivamente alle istituzioni e alle forze dell’ordine.

L’appello a non lasciare solo chi denuncia

Il messaggio lanciato alla vigilia della manifestazione riguarda soprattutto il sostegno a chi denuncia o subisce intimidazioni. La Tazzina della Legalità insiste sulla necessità che la vicinanza alle vittime non si esaurisca nelle manifestazioni organizzate dopo un episodio criminale, ma continui nel tempo attraverso una presenza concreta della comunità.

«Non lasciate sole le vittime, gli imprenditori che denunciano, gli amministratori che scelgono di non piegarsi e i testimoni di giustizia», è in sintesi l’appello che accompagna la tappa vibonese della Staffetta. Un invito rivolto non soltanto a chi ricopre incarichi pubblici, ma anche ai cittadini comuni.

Da qui anche lo slogan scelto dagli organizzatori, che indicano Vibo come possibile “matrice del riscatto della Calabria”. Una formula volutamente forte, con la quale si vuole affidare alla città il compito simbolico di avviare un percorso fondato non soltanto sulla memoria e sulla denuncia, ma sulla partecipazione.