La sorella Nunzia, i cugini, i colleghi del 118: lo straziante ricordo di Gabriele Alviano nelle parole di chi lo amava e stimava
VIDEO – Commoventi gli elogi pronunciati al termine delle esequie del 41enne autista soccorritore deceduto a seguito di un incidente stradale mentre si recava a prendere servizio a Tropea: «Sei stato un riferimento»
«Tu non eri solo un fratello per me, ma il porto sicuro dove ritornare. Hai riempito le nostre vite con il tuo sorriso, la tua energia e quel modo unico che avevi di essere sempre presente nelle difficoltà familiari, e tu eri la mia forza e mi facevi sentire sempre unica e speciale».
È la prima parte del testo dello straziante ricordo che Nunzia Alviano, sorella di Gabriele, l’autista soccorritore del 118 deceduto il giorno di San Lorenzo a causa dei traumi riportati in un incidente stradale avvenuto il giorno precedente a Briatico, ha voluto fosse letto al termine della celebrazione delle esequie del 41enne, ieri in piazza a Portosalvo.
«Hai vissuto la tua vita con generosità e lo hai dimostrato ogni giorno - ha continuato -, anche nel tuo lavoro che amavi tanto. Per te non era solo un dovere, ma una vera e propria missione per aiutare gli altri. Ti sei sempre speso per chi aveva bisogno e oggi ci rendi orgogliosi di quello che sei stato, perché hai lasciato un'impronta profonda nel cuore di tutti. Hai lasciato un vuoto immenso che nessuno potrà mai colmare».
«La nostra stella nel cielo»
Commovente anche il messaggio dei cugini. «Caro Gabri, tu per noi non sei mai stato semplicemente un cugino. Tu eri il nostro fratello maggiore. Ci hai visto nascere, crescere, cambiare. Ci hai tenuti in braccio quando eravamo piccoli e senza nemmeno accorgertene sei diventato una di quelle persone che pensavamo avremmo avuto accanto per sempre. La vita purtroppo con te non è mai stata particolarmente gentile. Ti ha messo davanti difficoltà, dolore e disgrazie, ma tu avevi un modo tutto tuo di affrontarla: sorridevi, ti rimboccavi le mani e andavi avanti e, forse senza saperlo, ha insegnato anche a noi a fare lo stesso. Sei stato un punto di riferimento».
«E pensare che solo qualche sera fa eravamo tutti insieme, abbiamo cenato, abbiamo riso, abbiamo ballato. Se avessimo saputo che quella sera sarebbe stata l'ultima con te, Gabry, avremmo ballato tutta la notte. E anche se oggi non riusciamo a capire come si possa tornare a casa e non trovarti, vogliamo prometterti una cosa: continueremo a ricordarti insieme, perché tu non sei soltanto il giorno in cui te ne sei andato. Tu sei tutti gli anni in cui sei stato con noi, e sono tanti, sono pieni e sono nostri. Ti abbiamo voluto bene, tanto, e continueremo a volertene per tutta la vita. Buon viaggio, Gabry. Quando arriverà la notte di San Lorenzo, alzeremo gli occhi al cielo. Una stella la cercheremo sempre, la nostra. Ciao, fratello maggiore».
Il ricordo degli anni felici
Anche dagli ex compagni di classe il ricordo degli anni felici passati insieme: «Ci ricordiamo dei banchi di scuola, delle risate, delle battute, delle giornate che sembravano non finire mai. E poi, appena finiva la scuola, spesso ci ritrovavamo nei parcheggi, con un pallone e la voglia di stare insieme. Passavamo interi pomeriggi a giocare a pallavolo, a sfidarci, a prenderci in giro e a ridere per qualsiasi cosa. Non serviva molto per essere felici, bastava esserci tutti. Erano momenti semplici, di quelli che vivi senza renderti conto di quanto diventeranno importanti. Oggi, invece, ci accorgiamo di quanto valgono quei ricordi. Grazie per essere stato uno di noi, grazie per essere stato nostro amico. Ciao amico nostro, ti porteremo sempre con noi».
L’omaggio della città
A farsi interprete del sentimento di sgomento dell’intera città, il sindaco Enzo Romeo. «Questa è una cosa che un sindaco non vorrebbe mai fare - ha detto -, ma mi corre l'obbligo di porgere alla famiglia di Gabriele, agli amici, a chi l'ha conosciuto e alla famiglia Asp, la vicinanza dell'intera città, una città che vi è vicina e che apprezza ciò che il vostro figlio, il vostro compagno, il vostro nipote, le ha dato. Una città che ha bisogno di queste figure e che non dovrebbe perderle. Io da sindaco credente sono convinto che Gabriele ci aiuterà a fare in modo che questa città diventi come il suo sorriso, diventi con la sua forza sempre più forte».
«Rendevi tutto migliore»
Infine, seguito da quello di don Piero Furci, è arrivato il ricordo dei colleghi del 118. «C'è una frase bellissima che dice il dolore non arriva quando una persona importante ci lascia, ma qualche giorno dopo, quando ci accorgiamo che non c'è più. Gabri, all'inizio ci hai lasciato in sospeso e noi ci siamo costruiti come una difesa temporanea e quasi ci credevamo che non fosse finita davvero, che fosse soltanto una pausa. Poi è arrivata la notizia: un crollo improvviso, un buco che si spalanca e ti inghiotte, non saresti tornato più, non era un viaggio, non era un intervallo».
«Tu non facevi rumore, non chiedevi spazio eppure quando arrivavi cambiavi l'aria, rendevi tutto più semplice. Il tuo sorriso, la tua leggerezza nonostante tutto, la tua professionalità, il tuo volere agire sempre in prima linea, ben oltre le tue mansioni, l'orgoglio nell'indossare la tua divisa resteranno sempre con noi. Adesso l'abbiamo capito, la nostra postazione non sarà più quella di prima e allora non resta che rinascere, piano, storti, con mille cadute perché non si torna indietro. Purtroppo si può solo ricominciare e noi vogliamo farlo con te, certi che la tua voce sarà il suono tra le nostre sirene, il tuo sguardo faro tra le strade che percorreremo, le tue mani tra le nostre su ogni vita che tenteremo di salvare. Guardaci, siamo tutti qui insieme, ci hai guidati ovunque in questi anni, ora riposa Gabri, l'ambulanza in questo tuo ultimo viaggio la portiamo noi, il suo 118 non ti dimenticherà mai».