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28/06/2026 ore 13.15
Società

La musica come ponte tra carcere e società, conclusa a Vibo la quarta edizione del progetto del Torrefranca

La Casa circondariale ha ospitato un nuovo ciclo di concerti e incontri con docenti e studenti del Conservatorio. La direttrice del penitenziario Angela Marcello sottolinea il valore umano e formativo dell’esperienza: «Un’occasione di incontro, emozione e riflessione»

di Redazione

Si è conclusa nei giorni scorsi la quarta edizione di “Musica Oltre”, il progetto promosso dal Conservatorio statale di musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia e realizzato all’interno della Casa circondariale di Vibo Valentia, in collaborazione con l’associazione Promocultura Ets, i Soroptimist Club della Calabria e la direzione dell’istituto penitenziario guidata da Angela Marcello.

Anche quest’anno l’iniziativa ha proposto un percorso articolato di concerti, incontri e momenti di confronto, portando docenti e studenti del Conservatorio dentro il carcere con le proprie competenze artistiche e musicali. Un’esperienza che, giunta alla quarta edizione, conferma la volontà di costruire attraverso la musica uno spazio di relazione tra popolazione detenuta e società esterna.

Il momento conclusivo con “’O sole mio”

A segnare in modo particolare la chiusura dell’edizione 2026 è stato l’ultimo concerto del progetto, al termine del quale alcuni detenuti si sono uniti spontaneamente agli artisti e agli allievi del Conservatorio nell’esecuzione di “’O sole mio”. Un passaggio che ha trasformato l’ascolto in partecipazione diretta, restituendo il senso più immediato dell’iniziativa: non solo portare musica all’interno dell’istituto, ma creare occasioni di incontro e coinvolgimento.

Nel corso delle diverse iniziative, gli spazi della Casa circondariale sono diventati luoghi di ascolto e dialogo, confermando la solidità di un percorso che continua a suscitare attenzione e partecipazione. La musica, in questo contesto, non è stata proposta soltanto come momento artistico, ma come strumento capace di favorire riflessione, relazione e apertura.

Marcello: «La musica può diventare strumento di dialogo»

Per la direttrice della Casa circondariale di Vibo Valentia la collaborazione con il Conservatorio rappresenta «un’esperienza di grande valore umano, culturale e trattamentale». I concerti realizzati all’interno dell’istituto, ha spiegato, hanno dimostrato come la musica possa diventare uno strumento di dialogo, apertura e crescita, capace di creare «un ponte tra il mondo penitenziario e la società esterna».

«La presenza dei musicisti del Conservatorio all’interno del carcere ha offerto alla popolazione detenuta momenti di autentica partecipazione - afferma Marcello -. Ha permesso di vivere la musica non solo come spettacolo, ma come occasione di incontro, emozione e riflessione». In questi momenti, ha aggiunto, il carcere «si apre alla cultura» e la cultura entra nel percorso di recupero e responsabilizzazione delle persone detenute.

Secondo Marcello, l’arte e in particolare la musica possiedono una forza inclusiva in grado di favorire la relazione, il rispetto reciproco e la riscoperta delle proprie capacità personali. «Per questo - sottolinea - la collaborazione con il Conservatorio si inserisce pienamente nelle finalità del trattamento penitenziario, contribuendo a promuovere percorsi orientati alla crescita individuale e al reinserimento sociale».

La direttrice ha quindi ringraziato il Conservatorio per la sensibilità dimostrata e per la disponibilità a condividere competenze, professionalità ed energia con la realtà dell’istituto, auspicando che la collaborazione possa proseguire e consolidarsi nel tempo. «Iniziative come queste - conclude - rappresentano un esempio concreto di come la cultura possa essere un autentico strumento di cambiamento».

Pollice: «Un’istituzione culturale deve uscire dai luoghi tradizionali»

Il valore sociale e culturale del progetto è stato rimarcato anche dal direttore del Conservatorio “Fausto Torrefranca”, Francescantonio Pollice. «La qualità di un’istituzione culturale - evidenzia - si misura anche nella sua capacità di uscire dai luoghi tradizionali della formazione per incontrare persone, contesti e realtà differenti».

È da questa idea che nasce “Musica Oltre”, un percorso che il Conservatorio considera parte integrante della propria missione culturale e sociale. «Il fatto che il progetto sia giunto alla quarta edizione e continui a suscitare interesse e coinvolgimento - sottolinea Pollice - dimostra il valore di un’esperienza che il Conservatorio considera parte integrante della propria missione».

I ringraziamenti e il valore del progetto

Al termine dell’edizione sono stati rivolti ringraziamenti alla direttrice Angela Marcello, al vice direttore Omar J.R. Melito, al comandante Pietro Davide Romano, alla vice comandante Eleonora Presa, all’area educativa coordinata da Barbara Laganà, all’associazione Promocultura Ets, ai Soroptimist Club della Calabria, al responsabile del progetto Tommaso Rotella, oltre che ai docenti e agli allievi del Conservatorio che hanno preso parte alle diverse iniziative.

Giunto alla quarta edizione, “Musica Oltre” si conferma come una delle esperienze più significative attraverso cui il Conservatorio di Vibo Valentia coniuga produzione artistica, formazione e impegno sociale. Un progetto che costruisce occasioni di incontro oltre le mura dell’istituto penitenziario e restituisce alla musica il suo valore più autentico: quello di linguaggio capace di avvicinare le persone e creare comunità.