La cattedrale di Mileto compie 96 anni, il vescovo Attilio Nostro commemora la consacrazione della basilica fulcro della Diocesi vibonese
Nel corso della solenne celebrazione eucaristica il presule ha assegnato l'annuale mandato pastorale a tutti gli operatori attivi nelle varie parrocchie
Novantasei anni, tanto è trascorso dalla consacrazione della basilica cattedrale, chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Era la domenica del 25 ottobre del 1930, infatti, quando l'allora vescovo Paolo Albera presiedeva la cerimonia che sanciva l'apertura al culto del nuovo edificio sacro, fatto erigere sulle fondamenta della cattedrale ottocentesca danneggiata dai terremoti che nel 1905 e 1908 avevano raso al suolo Messina e Reggio Calabria. Un momento commemorato ieri con una solenne celebrazione eucaristica presieduta nel maestoso complesso ecclesiastico dal vescovo, monsignor Attilio Nostro, attorniato da decine di presbiteri e religiosi che svolgono quotidianamente il loro apostolato in diocesi.
Al termine della santa messa il presule miletese ha anche assegnato l'annuale mandato pastorale a tutti gli operatori attivi nelle varie parrocchie, invocando su di loro la luce e la forza dello Spirito Santo. Un servizio di evangelizzazione, catechesi, liturgia e servizio della carità da svolgere ponendo particolare attenzione agli ultimi e da vivere liberamente e responsabilmente, in comunione con i parroci e con tutta la Chiesa. In precedenza, nella sua omelia, l'invito ai numerosi fedeli presenti a interrogarsi sul motivo per cui siamo chiamati ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le nostre forze. Per rispondere a questa domanda monsignor Nostro ha utilizzato l'esempio dell'amore che i genitori nutrono nei confronti dei propri figli. Per quanto riguarda lo scopo della pastorale e il senso dell'impegno della Chiesa nel mondo, invece, lo stesso vescovo ha sottolineato la necessità di offrire agli altri gli strumenti necessari per comprendere quanto Dio li ama.
«È questa la prospettiva nella quale devono collocarsi tutte le attività ecclesiali. La catechesi, la liturgia, la carità e ogni forma di servizio pastorale - ha spiegato - non possono ridursi all'organizzazione di iniziative, ma devono diventare occasioni autentiche di incontro con il Signore». Da qui il suo specifico richiamo alla centralità della Parola di Dio, alla preghiera e ai sacramenti, «la Scrittura come dono attraverso il quale il Signore continua a parlare all'uomo, la preghiera come dialogo con il cuore di Dio, i sacramenti come segni efficaci della sua grazia».
Per quanto riguarda il vescovo che ha fatto erigere l'attuale cattedrale, monsignor Albera, originario di Pavia, fu amatissimo dai miletesi, i quali nel 1959, al termine del sinodo, vollero elevare un busto in suo onore, posto ancora oggi nella navata destra della chiesa.