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03/04/2026 ore 09.38
Società

La Casa di Carità di Vibo scrive a Gattuso: «Sei la Calabria che lotta e resiste oltre il risultato, come noi»

Gli operatori della struttura vibonese si rivolgono all’allenatore calabrese dopo l’addio alla Nazionale: una riflessione sul valore della sconfitta e sulla dignità di chi continua a combattere anche nelle difficoltà

di Redazione
Gennaro Gattuso head coach of Italy disappointment during European Qualifiers PlayOff - Bosnia and Herzegovina vs Italy, FIFA World Cup match in Zenica, Bosnia and Herzegovina, March 31 2026

La sconfitta sul campo, le dimissioni, il peso di un sogno che si spezza. La vicenda di Gennaro Gattuso, segnata dall’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia e dall’addio alla guida della Nazionale, diventa il punto di partenza per una riflessione che va oltre il calcio e si sposta sul terreno umano.

È su questo parallelismo che si innesta la lettera aperta firmata da Giuseppe Lo Gatto, direttore della Casa di Carità di Vibo Valentia, una realtà che ogni giorno si confronta con fragilità, difficoltà e percorsi complessi, spesso legati ai più piccoli. La sconfitta sportiva, in questo racconto, non è un fallimento ma una condizione condivisa: quella di chi lotta, dà tutto e non sempre ottiene il risultato sperato.

Nel gesto di Gattuso, nella sua esposizione emotiva e nella scelta di farsi da parte, gli operatori della struttura riconoscono qualcosa di profondamente familiare: lo stesso senso di responsabilità, la stessa fatica quotidiana, lo stesso impegno che non si misura solo con gli esiti. Così il calcio diventa metafora del lavoro di cura e assistenza, dove perdere non significa arrendersi, ma continuare a esserci, ogni giorno, «fino all’ultima goccia».

Lettera aperta a Gennaro Gattuso

Caro Rino, ci sono sconfitte che non stanno dentro un risultato.
Non stanno in un tabellino, non stanno in novanta minuti.

Stanno nello stomaco.
Nel cuore.
Nella fatica.

E questa è una di quelle.

Non ti scriviamo da tifosi.
Non ti scriviamo per analizzare una partita, una scelta, un episodio.

Ti scriviamo da donne e uomini che ti riconoscono.

Perché in te vediamo qualcosa che conosciamo bene.
Qualcosa che ci appartiene.

Vediamo la nostra terra.
La Calabria che non molla.
La Calabria che stringe i denti.
La Calabria che cade e si rialza senza chiedere il permesso.

Vediamo uno di noi.

Uno che non si nasconde.
Uno che non si risparmia.
Uno che entra dentro quello che fa fino a consumarsi.

E lo abbiamo visto, ancora una volta.

Abbiamo visto la tensione, la rabbia, la responsabilità sulle spalle.
Abbiamo visto il peso di un sogno che non era solo tuo.

Abbiamo visto il cuore.

Quel cuore che non si allena, che non si compra, che non si finge.
Quel cuore che ti fa restare anche quando sarebbe più facile tirarsi indietro.

E noi quel cuore lo conosciamo.

Perché è lo stesso che ci impegnamo a mettere ogni giorno nel nostro lavoro.
Quando le cose non vanno.
Quando gli ostacoli sembrano troppi.
Quando i risultati non arrivano, anche se hai dato tutto.

Sappiamo cosa significa uscire sconfitti ma non sentirsi sconfitti dentro.
Sappiamo cosa significa portarsi addosso un pezzo del peso degli altri.
Sappiamo cosa significa provarci fino all’ultima goccia.

E allora no, Rino…

questa non è solo una eliminazione.
È una battaglia vissuta fino in fondo.

E chi vive così, non perde mai davvero.

Per questo oggi non vogliamo consolarti.
Non ne hai bisogno.

Vogliamo solo dirti che ti abbiamo visto.
Davvero.

Abbiamo visto chi sei.
Abbiamo visto quanto hai dato.
Abbiamo visto quanto ci hai creduto.

E questo, per noi, conta più di qualsiasi risultato.

Da Calabresi.
Da persone che ogni giorno lottano, cadono, resistono e ricominciano.

Ti siamo vicini.
Con rispetto.
Con orgoglio.
Con lo stesso cuore.

Un abbraccio forte, Rino.
Di quelli veri.

Molti di quelli che vivono la Casa della Carita’ di Vibo Valentia.