Jonadi entra nel progetto europeo Urbact: al via un percorso triennale per attrarre fondi Fesr
Il Comune vibonese partecipa a una rete con altre cinque città europee per sviluppare strategie di attrattività, turismo e ripopolamento. Signoretta: «Un’opportunità per rafforzare lo sviluppo sostenibile e riportare i giovani sul territorio»
Una Jonadi sempre più "internazionale" nella visione del sindaco Fabio Signoretta e della sua giunta, incentivando così lo sviluppo territoriale attraverso la valorizzazione del borgo, il turismo attrattivo e la capacità di avvicinare realtà imprenditoriali. Un disegno che sembrava utopia e miraggio solamente pochi anni fa ma che, grazie alla costante opera dell'amministrazione Signoretta, non è più così lontano.
Il piccolo centro vibonese rientra in un progetto che comprende altre cinque città europee. A presentare il disegno progettuale è stato l'esperto Miguel Rivas: «La cosa importante è che al centro del progetto ci deve essere un preciso pilastro che è quello dell'attrattività».
In cosa consiste Urbact
Fin dal suo insediamento, uno dei punti cardine della giunta Signoretta è sempre stato quello di ampliare la strategia attrattiva oltre i confini provinciali e regionali. A tal proposito, l'ultima importante iniziativa riguarda il progetto Urbact, ovvero un programma di Cooperazione Territoriale Europea finanziato dal Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale). In altre parole, il principale obiettivo strategico del programma Urbact è quello di aumentare l'efficacia di un approccio sostenibile e integrato per le questioni relative allo sviluppo dei centri urbani. Inizialmente gli obiettivi saranno quelli di facilitare lo scambio di buone pratiche tra amministratori locali dei Comuni aderenti.
La visita di Miguel Rivas
In questo contesto, dunque, si inserisce anche il Comune di Jonadi che sposa il progetto Urbact entrando in stretta collaborazione con altri cinque Comuni europei. A presentare il piano progettuale, che vedrà la comunità jonadese impegnata per i prossimi tre anni, è stato Miguel Rivas, esperto della Commissione Europea proprio in ambito dei progetti Urbact: «Questo progetto favorisce innanzitutto il supporto per rafforzare l'attrattività delle città medio-piccole; prima di tutto però è importante capire cosa significa lavorare con Urbact perché non si tratta solo di denaro europeo ma di un metodo di lavoro che si basa su tre fondamentali pilastri: l'approccio integrato, la mobilitazione degli stakeholder e l'apprendimento».
Un percorso triennale
Una visione molto più ampia, basti pensare che finora hanno partecipato più di mille città. La novità, però, riguarda il fatto che recentemente si stanno inserendo nel programma anche città piccole, come appunto il caso di Jonadi. Il borgo vibonese, infatti, con poco più di 4000 abitanti è il più piccolo Comune del suo gruppo Urbact, insieme ad altri cinque Comuni.
«Durante questi tre anni - continua Rivas - le sei città aderenti dovranno apprendere una buona pratica, soprattutto a livello europeo, anche da parte della città capofila che è Idanha-a-Nova, in Portogallo. In altre parole, il piano di lavoro si traduce nel realizzare un piano d'azione locale riguardante la buona pratica della città capofila e che sia immediatamente applicabile e finanziabile con i fondi della Regione Calabria per via del Fesr».
Signoretta, l'opera continua
«Questo progetto – spiega il sindaco Fabio Signoretta – si inserisce in una strategia più ampia e, in tal senso, Urbact è solo uno tra i tanti strumenti che vogliamo utilizzare. Quest'ultimo è più concentrato nello sviluppo sostenibile ed ecosostenibile mentre le altre misure Erasmus adottate sono più vicine alle politiche giovanili. In altre parole – prosegue il sindaco – vogliamo basarci su un'idea integrata che dovrebbe portare Jonadi a un ripopolamento nella parte storica, riaprendo quelle case vecchie e inutilizzate e farle rivivere. La nostra azione però non riguarda solo l'accoglienza, ma anche i nostri giovani. Non bisogna dimenticare l'iniziativa Torno Giù, attraverso la quale esortiamo quei giovani jonadesi a rientrare nel proprio territorio e realizzarsi qui».