In migliaia a Paravati nel giorno dell’anniversario dell'arrivo della Vergine giovinetta voluta da Natuzza. Il vescovo Nostro: «Questo santuario è un dono»
Villa della Gioia ha accolto i fedeli che come ogni anno sono giunti nel Vibonese da ogni parte d’Italia. La statua fu realizzata nel 1993 a Ortisei su indicazione della Serva di Dio
La Chiesa nell'aprile del 2019 ha ufficialmente avviato la causa di beatificazione della Serva di Dio Natuzza Evolo. Ad oggi, così come spiegato nel maggio scorso dall'attuale vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, la procedura sta proseguendo secondo le norme previste dalla Santa Sede, in piena sintonia con il Dicastero delle Cause dei Santi. Nell'attesa che l'iter svolga il suo corso, tuttavia, per il gran numero di fedeli che si rifanno al carisma della mistica con le stigmate calabrese lei è già santa. Lo dimostra l'ennesimo “miracolo” di fede cristiana consumatosi quest'oggi nella Villa della Gioia della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, rappresentato dallo stuolo di pellegrini giunti da ogni dove in occasione del XXXIII anniversario dell'arrivo nella frazione di Mileto della statua della Vergine giovinetta e con le braccia accoglienti, così come si presentava a Mamma Natuzza nel corso delle tante sue apparizioni. La Serva di Dio è morta nel giorno di Ognissanti del 2009, dopo una lunga vita dedicata ai sofferenti e a riportare le anime a Dio. Rimangono intatte la forza del suo messaggio e l'eredità spirituale elargite a piene mani e lasciate in dote sulla terra. All'appuntamento di oggi hanno partecipato in migliaia. Tra di loro tanti i figli spirituali della mistica, in gran parte appartenenti ai cenacoli mariani sorti in tutto il mondo su sua ispirazione.
Le commemorazioni hanno vissuto il loro momento centrale con la celebrazione eucaristica all'aperto presieduta da monsignor Nostro, il quale nella sua omelia ha paragonato l'amore di Dio a quello che i nonni riversano nei confronti dei nipoti, «gratuito e assoluto. Ti amo - ha spiegato il vescovo, affiancato da decine di sacerdoti - perché nel frattempo anch'io sono diventato amore, arrivando a benedire coloro che ci hanno maledetto, così come ci invita a fare Gesù. Ed è questa la frase che possiamo applicare in pienezza a Maria, la quale ha meritato questo amore così incredibile che Dio le ha riservato pronunciando il suo “fiat”. È lì, con il suo sì, che Maria ha cominciato a guadagnarsi, a meritarsi un po' di quell'amore che Dio le aveva riversato in modo gratuito, ed è lì che ha cominciato a diventare madre, ma anche discepola, perché obbediente della volontà di Dio». Nel suo intervento il presule ha poi sottolineato che tutta la storia è ricapitolata in Cristo, «che è proprio quell'esserino che Maria porta tra le braccia la chiave per capire tutto. In un'ottica completamente diversa - ha sottolineato - di un Dio che non comanda ma serve, che non vince ma va incontro alla sconfitta della croce, che non si vendica ma dona misericordia e ama. Il dono di questo santuario dovrebbe essere proprio questo, la trasfigurazione del nostro umano, il trasfigurare, il lasciare che il Signore conformi a sé la nostra vita».
Nel corso della messa,il vescovo e tutti i presenti hanno elevato a Dio la preghiera per ottenere la beatificazione di Mamma Natuzza. Al termine della sacra funzione, l'effige della Vergine “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” è stata portata in processione tra le migliaia di pellegrini, iniziativa che ha dato vita a momenti di forte impatto emotivo, suggellati dai canti e dagli applausi levatisi alti in cielo, di fronte a un sole incastonato in un cerchio visibile ai più a occhio nudo. Le celebrazioni per il XXXIII anniversario dell'arrivo della statua della Madre di Gesù a Paravati proseguiranno con una messa all'interno del santuario mariano, in programma alle 18. La festa, però, era iniziata già alle 8, con l'apertura ai pellegrini dei cancelli della Villa della Gioia. Per tutto il corso della giornata i fedeli potranno accedere alla cappella delle confessioni e sostare in preghiera presso la tomba di Mamma Natuzza, situata all'interno della Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca”. Il flusso al suo simulacro è continuo e, come del resto ogni anno, proseguirà fino a tarda sera.