Il vibonese Michele Contartese a 92 anni rappresentante di lista a Bologna per votare al referendum
Esempio di passione civile e partecipazione. Originario di Rombiolo, nel capoluogo emiliano per motivi di salute, non ha voluto rinunciare alla possibilità di esprimere il suo voto, candidandosi a diventare il più anziano a ricoprire il ruolo in questa tornata elettorale
Non ha voluto mancare all’appuntamento nonostante la lontananza da casa, così ha trovato il modo per esercitare il diritto/dovere al voto diventando, a 92 anni suonati, rappresentante di lista a Bologna e candidandosi ad essere il più anziano a ricoprire questo ruolo in questa tornata referendaria.
La sua storia l’ha raccontata un articolo dell’edizione bolognese di Repubblica: Michele Contartese, originario di Rombiolo, e ospite dei figli nel capoluogo emiliano per motivi di salute, proprio non si voleva rassegnare all’idea di non poter partecipare al referendum sulla giustizia.
Così, proprio con l’aiuto dei figli, si è messo in contatto con i comitati referendari e ha compilato tutta la documentazione necessaria ottenendo, con somma gioia, la possibilità di recarsi alle urne nel seggio dell’istituto San Domenico Savio, nel quartiere Savena.
«Per 40 anni ho fatto il presidente di seggio al mio paese, qui rischiavo di non poter nemmeno votare. Ma la Costituzione non si tocca» ha detto Contartese, intervistato da Alessandra Arini, spiegando come l’interesse per la politica e per la partecipazione alla vita democratica sia sempre stato un tratto caratteristico della sua famiglia: «Mio fratello è stato sindaco. Anche senza tanti soldi, abbiamo sempre partecipato, letto tanti giornali».
Una sensibilità politica confermata dalla figlia Stefania che ha spiegato come il padre vada spesso a Bologna per curarsi e stare vicino ai figli ma «non ha mai voluto spostare la residenza da Rombiolo, paese dei suoi ricordi e delle sue radici, dove torna ogni estate per godersi la campagna e il mare».
A causa della norma che impedisce il voto ai fuorisede rischiava di dover saltare l’atteso appuntamento, ma grazie alla sua determinazione e passione civile ha trovato la soluzione per aggirare l’ostacolo. «Gli ho detto proviamoci papà» racconta la figlia, «ora lo accompagneremo a votare fino al quartiere Savena. Lui è felice così».