«Il loro sacrificio non può essere dimenticato»: Capistrano pronta a commemorare le vittime di ‘ndrangheta Giuseppe e Giovanni Lo Moro
Il sindaco Marco Martino rilancia l’impegno del Comune per ricordare il duplice omicidio del 1985 rimasto impunito. L’Amministrazione lavora a un’iniziativa che unisca memoria, gratitudine e educazione civica. Obiettivo anche colmare l’assenza di un luogo dedicato alla loro storia
Un omaggio a Giuseppe e Giovanni Lo Moro, uccisi dalla ‘ndrangheta durante l’agguato dell’8 febbraio 1985 mentre percorrevano la strada verso Filadelfia. L’amministrazione comunale di Capistrano, tramite il sindaco Marco Martino, ha annunciato la volontà di realizzare un evento in loro ricordo.
In particolare, il primo cittadino, ha ripercorso la loro tragica storia: «Giuseppe, dirigente didattico ed il figlio Giovanni, studente diciannovenne del liceo scientifico, furono barbaramente trucidati da colpi di arma da fuoco. Dietro l’omicidio, la presenza ingombrante della ‘Ndrangheta».
Una vicenda straziante, rimasta a lungo coperta dal silenzio e senza colpevoli come descritto nel libro Forte come il dolore, redatto dal magistrato ed ex deputata Doris Lo Moro, figlia e sorella delle vittime: «Come amministrazione comunale – spiega il sindaco Martino - crediamo sia essenziale ricordare questo tragico evento rendendolo simbolo di legalità, di insegnamento verso i valori dell’onestà da cui creare le basi per una educazione davvero costruttiva ed esemplare».
Un caso di giustizia negata, Doris Lo Moro ripercorre l’omicidio del padre Giuseppe e del fratellino Giovanni avvenuto negli anni '80 nel ViboneseL’omaggio ai Lo Moro
L’intento è quello di promuovere una commemorazione che sia insieme memoria, gratitudine nei confronti della famiglia Lo Moro ed educazione per le nuove generazioni: un momento per trasmettere ai più piccoli il valore della legalità e dell’onestà, che devono essere sempre anteposti a tutto.
Ancora oggi, però, nella comunità di Capistrano, «non esistono luoghi o infrastrutture che ricordino con il giusto orgoglio e la dovuta fierezza l’enorme sacrificio di Giuseppe Lo Moro e del giovane Giovanni». Da qui l’impegno per la realizzazione dell’iniziativa: «Nelle prossime settimane – assicura il primo cittadino - lavoreremo all’ organizzazione di un evento che possa restare impresso nelle memorie di tutti noi». Una giornata per ricordare chi, nel combattere il potere criminale, «ha smesso di vivere ma non di essere insegnamento».