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23/09/2026 ore 14.59
Società

Il Fai di Vibo Valentia accende i riflettori su Palazzo Gagliardi-De Riso: «Salviamo il nostro tesoro dell’abbandono»

VIDEO - La delegazione vibonese del Fondo per l’ambiente italiano invita a votarlo tra i Luoghi del cuore per accedere a un finanziamento fino a 70mila euro. La presidente Giovanna Congestrì: «I vibonesi riscoprano un pezzo della storia della città»

di Stefano Mandarano

Premi da 70mila a 50mila euro per i tre Luoghi del cuore più votati. Per i successivi 17 che supereranno la soglia dei 3mila voti, la possibilità di accedere ad un bando per un contributo a fondo perduto fino a 50mila euro. È la campagna che il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, ha lanciato per valorizzare i siti di maggior interesse storico-culturale d’Italia e che, quest’anno, include anche Palazzo Gagliardi-De Riso, la foresteria di Palazzo Gagliardi, residenza storica nel cuore di Vibo Valentia, chiusa da diversi lustri.

La delegazione vibonese ci crede e sprona tutti, anche oltre il territorio provinciale, a votare per una dimora che forse (anzi senza forse) più di altri ha bisogno di sostegno. Come vi abbiamo mostrato nel nostro reportage di ieri.

Siamo entrati dentro Palazzo Gagliardi-De Riso, il gioiello ottocentesco abbandonato nel centro di Vibo

«La cifra rappresenterebbe poca cosa rispetto a ciò di cui avrebbe bisogno il palazzo» spiega Giovanna Congestrì Bartone che presiede la delegazione Fai vibonese, aggiungendo: «tuttavia tornerebbe utile a qualche lavoro d’emergenza, come quello sul tetto le cui infiltrazioni oggi causano danni al salone e gli arredi».

C’è tempo fino a dicembre

La risposta dei vibonesi finora è piuttosto tiepida. Solo 1.486 i voti racimolati al momento, che relegano il bene storico al 78esimo posto della campagna. C’è ancora tempo tuttavia per rimediare, l’iniziativa sarà attiva fino a dicembre.

«Lo scopo è anche quello di sensibilizzare la nostra cittadinanza e renderla consapevole di questo piccolo tesoro che c’è a Vibo Valentia. Vedendolo da fuori ha un aspetto un po’ austero ma all’interno c’è tutto un mondo da scoprire e valorizzare» aggiunge la presidente Congestrì.

Quindi l’appello. «L’invito è a quanti non lo hanno ancora fatto, e sono tanti purtroppo, a votare per Palazzo Gagliardi-De Riso. Farlo è molto semplice: basta andare sulla pagina dei Luoghi del cuore Fai, inserire nome, cognome e mail, quindi inviare e attendere la mail che il Fai manda immediatamente. Quindi, confermare il voto dal link contenuto nella stessa mail. Serve un minuto per farlo, non costa niente, ma per noi ha un valore enorme».

Ecco il link dal quale è possibile sostenere Palazzo Gagliardi-De Riso: https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-gagliardi-de-riso?ldc

Murmura: «Qui c’è l’Ottocento nel suo splendore»

Un invito al quale si associa Anna Murmura, della Fondazione Antonino e Maria Murmura. «Sarebbe molto importante anche dal punto di vista simbolico ottenere un buon risultato nella campagna del Fai - spiega -. Servirebbe anche a richiamare l’attenzione dei cittadini su questo edificio e a prendere coscienza della sua importanza storica insieme a quella di tutto il quartiere. Questo era quello che Lombardi Satriani definiva il quartiere “de lignage”, attraverso il quale la famiglia Gagliardi mostrava tutto il suo potere».

Quello di Palazzo De Riso sarebbe, per Anna Murmura, un «ripristino significativo. Al suo interno c’era anche un ritratto della regina Margherita donato a Caterina De Blasio, moglie di Enrico Gagliardi. Penso che all’epoca sia stata fatta la scelta giusta con l’acquisizione da parte della Provincia, per volere dell’allora presidente Enzo Romeo, ma il degrado che oggi lo assedia lascia sgomenti. Siamo fiduciosi che si possa ristrutturare ma più tempo passa più le speranze diminuiscono. Una sua riqualificazione sarebbe un segnale di rinascita per l’intero quartiere: qui c’è l’Ottocento nel suo splendore» conclude.

La scheda de I Luoghi del cuore

La descrizione che se ne fa sul sito del Fai è meritevole di attenzione. Ne abbiamo sintetizzato qui i passaggi più significativi.

«Nel cuore della città di Vibo Valentia, proprio su uno dei suoi corsi principali, il Palazzo Gagliardi - De Riso sopravvive in silenzio tra pareti, infissi lesionati dal tempo e visibili tracce di degrado e abbandono. Eppure, questo è sicuramente uno dei palazzi di maggior pregio presenti in città. Realizzato nei primi anni dell’800, nasce come foresteria per l’alloggio degli ospiti illustri della famiglia Gagliardi, proprio di fronte ad un altro palazzo di proprietà che sarà demolito nel 1872 per lasciare spazio a quello attuale, più maestoso e più rappresentativo dello status e della ricchezza del casato. Il protrarsi dei lavori di costruzione di questo nuovo edificio, fece sì che la palazzina della foresteria divenisse la residenza principale dei Gagliardi che provvidero anche ad una nuova sistemazione e decorazione degli ambienti».

La figura di Caterina De Blasio in Gagliardi

La palazzina, si legge ancora, «è strettamente legata alla figura di Caterina De Blasio, moglie del marchese Enrico Gagliardi. Considerata una delle donne calabresi più rappresentative della seconda metà dell’Ottocento, Caterina trasformò la sua abitazione in un cenacolo culturale che presto divenne famoso in tutta la Calabria, ospitando eventi di alto spessore dedicati alle Lettere, alla Musica e al bel Canto. Particolarmente belle erano - e sono tuttora nonostante il degrado - alcune sale del palazzo: il “fumoir” o sala del fumo, interamente realizzato in stile arabo; la sala da pranzo in noce intagliata con un bellissimo soffitto a cassettoni, opera di maestranze svizzere; il grande salone delle feste in stile impero con decorazioni in oro, con i divanetti damascati fissati alle pareti così da lasciare lo spazio centrale libero per i balli, con un grande lampadario finemente lavorato e con gli stemmi delle famiglie Gagliardi e De Blasio».

A metà del secolo scorso, Caterina nipote della marchesa e ultima dei Gagliardi, insieme al marito Renato De Riso, «volle donare il palazzo al Comune che dal 1997 lo cedette alla Provincia. Oggi, solo il silenzio custodisce la memoria di questo mondo sospeso ma sulle pareti, dove le antiche carte da parati sfidano l’oblio, si legge ancora l’orgoglio di una terra antica, di una Vibo aristocratica e colta tanto diversa da quella attuale».