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03/11/2026 ore 21.02
Società

Giornate della castagna e del vino, a Serra San Bruno rivivono le antiche tradizioni autunnali

Parzialmente condizionata dal maltempo, si è volta nel centro cittadino la quarta edizione dell’iniziativa promossa all’associazione Incrociamenti, guidata da Domenico Dominelli

di Redazione

Si è chiusa, a Serra San Bruno, la quarta edizione de "Le Giornate della castagna e del vino", promossa dall’associazione Incrociamenti nell’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale tradizionale legato al periodo autunnale nel caratteristico centro dell’entroterra vibonese.

Il bilancio tracciato dal presidente Domenico Dominelli, nonostante le condizioni meteo avverse, è da ritenersi positivo «tanto per l'interesse diffusamente manifestato che per la ricchezza degli appuntamenti culturali: alcuni di richiamo alla memoria delle tradizioni, come ad esempio "lu coccalu di muortu" (una zucca svuotata e intagliata con all'interno una luce di candela)».

Si tratta, nello specifico, di «una tradizione che si tramanda da secoli, ancora oggi presente e che, secondo alcuni studiosi tra cui l'antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, rappresenta una testimonianza anticipatrice di Halloween. Come dire: un'usanza prima esportata in America dai nostri migranti e poi rientrata».

Importante, spiegano gli organizzatori, «è stato il contributo fornito per tutta la durata dell'evento dagli studenti della scuola alberghiera dell'Istituto comprensivo "Luigi Einaudi" di Serra San Bruno, lodevolmente accompagnati dai loro docenti. Molto apprezzati i prodotti realizzati nei laboratori dell'istituto, ma anche il questionario diffuso tra i visitatori e costruito per l'occasione allo scopo di cogliere suggerimenti e proposte per la crescita di questo importante appuntamento annuale».

Non poteva mancare «l'insostituibile "pastidharu" quest'anno dominato dall'imponente statura dei Giganti, espressione del folklore calabrese, presenti alla Festa con la loro attraente performance. Lu Pastidharu, anzi li Pastidhari, gestiti dalla passione del nostro Peppe, hanno dispensato le “caldarroste ubriache”, alimento derivato della Castagna "nserta", appartenente al patrimonio castanicolo calabrese. Una novità, le castagne bollite, come una volta, e le gustose zeppole, dolci o salate o, ancora, ripiene con la pasta della stessa castagna "cotta"».

Il tempo e la pioggia battente, precisano i promotori della festa, «hanno oscurato la musica dal vivo, con Fernando. Anch'essa alla riscoperta delle tradizioni, questa volta legate alla vita delle congreghe paesane e alla musica ferragostana degli anni '70 e '80. Un appuntamento solo rinviato che riproporremo presto, appena possibile. Con un ringraziamento speciale ai nostri sostenitori, al preside dell'istituto “Einaudi”, al titolare di Radio Serra Bruno Gallè, a Fernando per la sua totale disponibilità e per la sua eterna passione, a tutti i soci e a tutti noi che con la nostra passione civile e con il nostro impegno abbiamo percorso un altro tratto importante della nostra attività associativa, continuiamo instancabili il nostro cammino per dare senso alle potenzialità di questa nostra terra, tanto decantata a parole ma altrettanto ingannata con i gesti».