Festival del Sud a Vibo, il futuro dei giovani al centro della prima giornata tra occupazione e contrasto alla criminalità
Presenti alla nona edizione dell’evento politico-culturale Chiara Colosimo, Luigi Sbarra, Giampiero Cannella, Eulalia Micheli e Francesco Repice. Il sottosegretario al Sud: «Restare o tornare nel Mezzogiorno deve essere una scelta concreta e accessibile a tutti»
Cultura come strumento di crescita e riscatto, scuola e sport come presidi educativi, contrasto alla ’ndrangheta e attenzione alle nuove generazioni. Sono questi alcuni dei temi al centro della prima mattinata della nona edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa, la rassegna politico-culturale promossa dalla Fondazione Valentia, in programma a Vibo Valentia fino a domenica 25 ottobre.
Nel complesso monumentale del Valentiaum e in altre quattro location della città si sono alternati incontri, panel, presentazioni di libri e laboratori con esponenti del mondo istituzionale, politico e culturale. Tra gli ospiti della mattinata il sottosegretario di Stato al ministero della Cultura Giampiero Cannella, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, l’assessore all’Istruzione della Regione Calabria Eulalia Micheli, il telecronista Rai Francesco Repice e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud Luigi Sbarra. Presenti anche le autorità del territorio e numerose scolaresche vibonesi.
Sbarra: «Il Mezzogiorno deve offrire opportunità concrete ai giovani»
Nel suo intervento, Luigi Sbarra ha richiamato i segnali di crescita economica e occupazionale del Mezzogiorno, sottolineando la necessità di trasformare i risultati raggiunti in occasioni concrete per le nuove generazioni. «Il Mezzogiorno cresce, esprime energie e potenzialità che meritano di essere valorizzate e deve diventare sempre più un territorio capace di offrire ai giovani opportunità concrete per costruire il proprio futuro», ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud.
Sbarra ha evidenziato l'aumento del Pil, il rafforzamento degli investimenti pubblici e privati e i progressi sul fronte dell'occupazione. «Il Pil aumenta più che nelle altre aree del paese, si rafforzano investimenti pubblici e privati, attrattività delle imprese, export e competitività, raggiungiamo il primato storico come tasso di occupazione con più di 500 mila nuovi posti di lavoro quasi tutti a tempo indeterminato», ha affermato.
Risultati che, secondo il sottosegretario, non rappresentano un traguardo definitivo, ma il punto di partenza delle politiche del governo Meloni per il Sud. L'obiettivo è fare in modo che la mobilità non diventi una necessità per chi cerca un futuro professionale. «Studiare e lavorare altrove può essere una valutazione libera dei giovani, ma partire non deve essere l'unica possibilità per realizzarsi. Dobbiamo fare in modo che restare o tornare nel Mezzogiorno sia una scelta concreta e accessibile a tutti», ha sostenuto.
Tra gli strumenti richiamati da Sbarra figurano Agenda Sud, Ricerca Sud e la Zes unica, con l'obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo, attrarre investimenti e creare occupazione, in particolare per giovani e donne.
Cannella: «La cultura ha anche una funzione sociale»
Nel suo intervento, Giampiero Cannella ha sottolineato il valore del confronto tra istituzioni, operatori culturali e giovani, evidenziando il ruolo della cultura non soltanto nella conservazione del patrimonio, ma anche nella crescita delle comunità. «È stato un momento molto importante, inserito in un evento molto utile che ha la capacità di mettere in relazione operatori della cultura con studenti e giovani che hanno bisogno di messaggi chiari», ha affermato il sottosegretario.
Per Cannella, la cultura può contribuire alla riqualificazione dei luoghi e delle coscienze, offrendo ai ragazzi strumenti per interpretare la realtà e costruire il proprio futuro. «La cultura ha anche una funzione sociale, la funzione di riqualificare luoghi e riqualificare lo spirito», ha sostenuto, indicando nel confronto e nello sviluppo delle capacità critiche una risposta anche alle forme di disagio giovanile.
Il riferimento è stato anche agli episodi di violenza verificatisi recentemente a Milano. «A questi fatti bisogna rispondere con assoluta fermezza, ripristinando l'autorevolezza delle figure dello Stato, degli operatori delle forze dell'ordine e anche il diritto alla proprietà privata che non può essere violato per nessun motivo», ha dichiarato.
Colosimo: «C'è una possibilità per chiunque voglia affrancarsi dalla ’ndrangheta»
Il tema della legalità è stato affrontato da Chiara Colosimo attraverso il riferimento alla legge “Liberi di scegliere”, pensata per offrire un'alternativa a chi cresce in contesti familiari segnati dalla criminalità organizzata. La presidente della Commissione parlamentare antimafia ha richiamato la necessità di spezzare i meccanismi che rischiano di riprodurre la ’ndrangheta da una generazione all'altra.
«Abbiamo raccontato, a chi potrebbe vivere sulla sua pelle il meccanismo della riproduzione della ’ndrangheta all’infinito per colpa di un cognome, come si sfugge a questo meccanismo, come si interrompe questo Dna obbligatorio», ha spiegato Colosimo. L'obiettivo, ha aggiunto, è alimentare una possibilità concreta di cambiamento: «C’è una possibilità per chiunque voglia affrancarsi. Quella possibilità mette a disposizione supporti economici, lavorativi, mette speranza per questo traguardo».
La presidente della Commissione parlamentare antimafia è intervenuta anche sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste degli autotrasportatori. Colosimo ha confermato di essere stata sollecitata a verificare eventuali presenze riconducibili ai gruppi criminali e di aver avviato gli approfondimenti previsti dalla legge istitutiva della Commissione.
«Per tutelare le persone per bene, che legittimamente manifestano, bisogna evitare che qualcuno proveniente dalla criminalità organizzata li strumentalizzi», ha affermato, precisando che l'obiettivo è accertare eventuali tentativi di condizionamento senza confondere le manifestazioni legittime con possibili infiltrazioni.
Micheli: «I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati»
Al centro dell'intervento dell'assessore regionale all'Istruzione Eulalia Micheli, invece, il ruolo degli adulti e delle istituzioni nell'accompagnare i giovani durante la crescita. Per l'esponente della Regione Calabria, non basta chiedere ai ragazzi di esprimersi: occorre garantire loro spazi, opportunità e comunità capaci di riconoscerne il talento.
«I ragazzi hanno bisogno di esprimersi e hanno bisogno di luoghi e spazi per mettere a frutto le loro capacità. Ma hanno anche bisogno di adulti capaci di accompagnarli nei loro percorsi di crescita e anche di comunità che credano nel loro talento», ha dichiarato Micheli, richiamando l'importanza della scuola e dello sport come presidi educativi.
Le violenze di piazza degli ultimi giorni, secondo l'assessore, evidenziano la necessità di rafforzare l'ascolto e di rendere più visibili le opportunità disponibili nei territori. «Dobbiamo essere un po' più presenti, dobbiamo essere un po' più vicini e dobbiamo essere anche un po' più capaci di aiutarli in questo percorso», ha sostenuto.
Micheli ha quindi ricordato la misura dello psicologo scolastico, promossa dalla Regione Calabria. «La misura che abbiamo messo in campo grazie al presidente Occhiuto, dello psicologo scolastico, prima regione in Italia a farlo, è una misura importante che va proprio in questa direzione», ha affermato, collegando l'intervento alla necessità di offrire ai giovani strumenti di sostegno e ascolto.
Repice: «La vera chiave della libertà è la conoscenza»
Il rapporto tra educazione, regole e crescita personale è stato al centro anche dell'intervento di Francesco Repice. Il telecronista Rai ha richiamato la capacità dello sport di trasformare i valori in comportamenti concreti, attraverso la pratica quotidiana e il confronto con gli altri.
«Chi si diverte in una palestra, su un campo di calcio, su una pista, ovunque si faccia dello sport, sia una persona migliore», ha affermato Repice, sottolineando come l'attività sportiva aiuti fin dall'infanzia a imparare a relazionarsi e a rispettare le regole.
Il giornalista ha poi rivolto l'attenzione al valore della formazione, dicendosi fiducioso per i cambiamenti in corso nella regione. «Vedo tanti ragazzi che hanno capito che la vera chiave della libertà è la conoscenza e la conoscenza e lo studio ti rendono liberi», ha dichiarato.
Una prospettiva che, nelle parole di Repice, riguarda anche il futuro della Calabria: «Quando questi concetti diventeranno appunto valori tangibili e concreti, non una parola astratta, allora questa terra sarà quello che merita di essere: la più bella del mondo».
La manifestazione proseguirà fino a domenica 25 ottobre con nuovi incontri e appuntamenti. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del Festival del Sud.