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07/10/2026 ore 12.01
Società

Fabrizia, i volontari comunali fanno da ciceroni ai turisti: «Raccontiamo il nostro paese a chi viene a scoprirlo»

Autobus e comitive raggiungono il borgo delle Serre per scoprirne storia e tradizioni. I volontari guidano i visitatori: «L’intento è far vivere un’esperienza che vada oltre la semplice escursione»

di Redazione

Ci sono gli autobus che arrivano nel fine settimana, le comitive che attraversano le strade del borgo e i visitatori che si fermano davanti ai murales delle favole di Esopo. È un movimento che da alcune settimane sta interessando Fabrizia e che porta nel piccolo centro delle Serre persone provenienti da diverse località della Calabria. Un’occasione per conoscere il paese, ma anche per entrare in contatto con la sua storia, le sue tradizioni e con un territorio che trova nella montagna una parte importante della propria identità.

A fare da guida sono i volontari comunali, che accompagnano i visitatori alla scoperta del borgo attraverso un percorso pensato per raccontare le diverse anime di Fabrizia. Dal centro storico ai murales, passando per il Passo dell’Abate e per i paesaggi che circondano il paese, fino alla cucina paesana. Un’esperienza che prova a mettere insieme patrimonio, natura, cultura e accoglienza.

«L’intento – si legge nella nota che racconta il percorso avviato nelle ultime settimane – è far vivere ai visitatori un’esperienza che vada oltre la semplice escursione: conoscere la storia, ammirare i murales, incontrare la comunità, scoprire la montagna e assaporare le tradizioni». Non soltanto, dunque, una visita di qualche ora, ma la possibilità di entrare nella vita del paese e scoprirne luoghi e tradizioni attraverso il racconto di chi lo vive quotidianamente.

I Murales delle Favole di Esopo

Una delle tappe principali sono i murales delle favole di Esopo, realizzati lungo le vie del centro storico. Le opere accompagnano il visitatore durante la passeggiata e trasformano gli spazi del borgo in un racconto a cielo aperto, offrendo un modo originale per rileggere le celebri favole e, allo stesso tempo, valorizzare il patrimonio del paese.

Il percorso non si ferma però alle opere. La visita prosegue attraverso il centro storico, la storia di Fabrizia e le tradizioni locali, per poi spingersi verso il territorio del Passo dell’Abate, dove il paesaggio e la natura diventano parte integrante dell'esperienza.

È qui che l'escursione assume un significato più ampio. «Venite a trascorrere una giornata tra le montagne e a conoscere una comunità pronta ad accogliervi e a raccontarvi il proprio territorio», è l'invito rivolto a famiglie, comitive, gruppi organizzati e singoli visitatori.

A completare la giornata c'è poi la cucina paesana, con i sapori e le ricette della tradizione. 

L'accoglienza affidata ai volontari

Dietro le visite c'è il lavoro del volontariato comunale, che in queste settimane sta accompagnando autobus e comitive lungo l'itinerario. Un'attività che consente di mettere a disposizione dei visitatori non soltanto un percorso, ma anche la conoscenza diretta dei luoghi e delle tradizioni.

Il ringraziamento va proprio a chi sta rendendo possibile questa esperienza. «Un sentito ringraziamento – si evidenzia nella nota – va al volontariato comunale, per il lavoro che sta svolgendo con impegno e passione nell’accoglienza dei visitatori e nella valorizzazione del territorio».

Un riconoscimento viene rivolto anche all'amministrazione comunale di Fabrizia, guidata dal sindaco Francesco Fazio, e a tutte le persone che collaborano e si impegnano per il bene del paese.

L'obiettivo, guardando al futuro, è trasformare quanto sperimentato in queste settimane in un percorso più strutturato. L'idea è infatti quella di coinvolgere altre persone della comunità e rendere l'accoglienza sempre più organizzata e continuativa durante l'anno, creando nuove occasioni per portare visitatori a Fabrizia.

«Non soltanto un luogo da visitare»

Il messaggio che accompagna l'iniziativa è racchiuso in una frase che punta a definire lo spirito dell'esperienza: «Fabrizia non è soltanto un luogo da visitare: è un paese da vivere».

Una prospettiva che mette al centro non solo le attrazioni, ma anche la comunità. «Fabrizia – è l’auspicio finale – apre le sue porte ai visitatori: chi arriva possa sentirsi accolto e portare con sé il ricordo di un paese autentico, della sua gente e delle sue montagne».

Un invito rivolto a chi cerca una giornata lontano dai percorsi più consueti, tra storia, natura, tradizioni e cucina, ma anche a chi vuole conoscere una comunità delle Serre attraverso il suo patrimonio e il racconto di chi continua a viverlo.