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15/10/2026 ore 17.06
Società

Esercitazione a Serra San Bruno, simulata la ricerca di una madre e due bambine scomparse

L'iniziativa, promossa dalla Prefettura di Vibo Valentia durante la Settimana nazionale della protezione civile, ha coinvolto vigili del fuoco, carabinieri e volontari per testare le procedure operative e il coordinamento nelle emergenze

di Redazione

Una madre ferita dopo una caduta in una zona impervia del bosco e le sue due bambine disperse nell'area boschiva. È lo scenario simulato a Santa Maria, nel territorio di Serra San Bruno, durante un'esercitazione organizzata nell'ambito della Settimana nazionale della protezione civile. L'attività ha permesso di verificare sul campo le procedure di ricerca e soccorso e il coordinamento tra le diverse componenti operative coinvolte nelle emergenze.

L'iniziativa è stata organizzata dalla Prefettura di Vibo Valentia, in raccordo con le forze di polizia, il comando provinciale dei vigili del fuoco, la Protezione civile della Regione Calabria, l'associazione di Protezione civile Augustus e la Croce rossa italiana. Ha partecipato anche il sindaco di Serra San Bruno, che, dopo l'emanazione dell'allerta meteo rossa da parte della Regione Calabria, ha attivato il Centro operativo comunale, contribuendo all'inquadramento dello scenario nelle procedure previste per le situazioni di emergenza.

Le ricerche nel bosco e il recupero della donna ferita

La simulazione ha riprodotto le diverse fasi di un intervento per la scomparsa di una madre e delle sue due figlie minorenni, dall'arrivo della segnalazione fino al coordinamento delle squadre sul campo. Le operazioni sono state condotte sulla base delle procedure previste dal Piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse.

Nel corso dell'esercitazione, le due bambine sono state rintracciate in sicurezza, mentre la madre è stata individuata ferita dopo una caduta in una zona particolarmente impervia. Per raggiungerla e recuperarla sono state impiegate le risorse specializzate nel soccorso in ambiente montano e boschivo, completando con esito positivo tutte le fasi operative previste.

I vigili del fuoco hanno messo a disposizione il Posto di comando avanzato, un furgone per il sistema aeromobile a pilotaggio remoto, con l'impiego di droni, e un mezzo del nucleo Speleo alpino fluviale (Saf), oltre a personale specializzato negli interventi in aree difficilmente accessibili. Alle ricerche ha preso parte anche un'unità cinofila dell'Arma dei carabinieri, il cui contributo, si legge nella nota, «si è rivelato particolarmente significativo nello sviluppo delle operazioni».

Il coordinamento tra le forze operative

L'esercitazione si è conclusa con un bilancio pienamente positivo. Secondo quanto riferito dalla nota della Prefettura, le attività hanno consentito di verificare «l'efficacia delle procedure di coordinamento» e «la piena integrazione tra le diverse componenti del sistema di protezione civile», oltre alla capacità di utilizzare congiuntamente le risorse disponibili.

L'obiettivo, sottolinea il comunicato, non è soltanto addestrare il personale e verificare l'efficacia delle procedure, ma anche accrescere la consapevolezza dei cittadini sui comportamenti da adottare in caso di emergenza.