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26/02/2026 ore 17.53
Società

Da Vibo a Pechino: il progetto inclusivo degli studenti dell’Itg rappresenterà l’Italia alla 45esima Youth Science Creation Competition

Realizzato un sistema di domotica per persone con disabilità. Stamane la presentazione nell’aula magna dell’istituto alla presenza del prefetto Anna Aurora Colosimo e del direttore dell’Usr Loredana Giannicola

di Stefano Mandarano

Nuove tecnologie e intelligenza artificiale al servizio delle disabilità. Parte dall’Istituto superiore ITI-ITG-ITE di Vibo Valentia il progetto “Think, move, control”, selezionato dal ministero dell’Istruzione e del merito per rappresentare l’Italia alla 45esima Youth Science Creation Competition, rassegna che espone il meglio delle tecnologie sviluppate nelle aule scolastiche di tutto il mondo, in programma dal 25 al 29 marzo a Pechino.

Stamane la presentazione ufficiale nell’aula magna dell’istituto, già Alfiere della Repubblica, guidato dalla dirigente Maria Grazia Gramendola, alla presenza delle autorità cittadine, con il prefetto Anna Aurora Colosimo a benedire l’iniziativa, del mondo della scuola, con la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Loredana Giannicola e del direttore dell’Atp di Vibo, Roberto Lo Faro, e di numerosi dirigenti di istituti superiori vibonesi. Presente anche l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Eulalia Micheli, e, in videocollegamento, l’ispettore tecnico del Mim Giuseppe Marucci. In sala anche i partner pubblici e privati che hanno sostenuto con convinzione la trasferta cinese dei tre ragazzi che hanno ideato e realizzato il progetto: Cristian Arena, Gregorio Curello e Gabriele Lacquaniti, sostenuti dai sindaci dei loro comuni di provenienza Enzo Romeo (Vibo), Salvatore Fortunato Giordano (Mileto) e Pasquale Farfaglia (San Gregorio d’Ippona), presenti a sottolineare l’importanza della partecipazione al concorso internazionale per il territorio. L’incontro è stato moderato dal docente e giornalista Sergio Muzzopappa.

Il progetto in gara a Pechino si basa su un sistema di nuove tecnologie, implementate dall’Intelligenza artificiale, pensato per consentire la gestione della domotica da parte di persone con disabilità che, attraverso gesti degli arti superiori e sguardi catturati da una webcam, o impulsi del cervello trasmessi da dispositivi indossabili, possono utilizzare con la massima autonomia elettrodomestici e apparecchiature elettroniche. Ad esporlo, oltre agli studenti protagonisti della ricerca, anche i docenti Onorato Passarelli e Filippo Luciano.

Alla base del progetto un approccio multidisciplinare, ma anche un forte desiderio di inclusività, a rappresentare il forte valore aggiunto della ricerca. «Ma il valore aggiunto - ha rimarcato la dirigente Gramendola - sta anche nella scelta pedagogica che portiamo avanti con determinazione, mettendo al servizio del territorio le competenze acquisite. Così l’apprendimento diventa un tratto indelebile e porta a questi risultati densi di senso e di significato. La scuola, dal canto suo, dialoga e cerca di insegnare la trasversalità del sapere che deve essere fondato sull’incontro, così come ogni nostra azione».

Per la dirigente dell’Usr Giannicola «è un grande orgoglio poter festeggiare questi ragazzi che ci dimostrano come la scuola calabrese possieda punte di eccellenza importanti, che possono diventare elementi di contaminazione per tutta la Calabria. C’è una narrazione che deve essere cambiata, e questi risultati sono un punto di partenza importante per modificare i paradigmi di questa realtà. I ragazzi sono quelli che io definisco “gioielli di famiglia”, sono menti preziose che possono aiutarci verso un cambio di passo. La Calabria è costellata di scuole di eccellenza ed è da queste che dobbiamo partire per avvicinarci alla realtà nazionale».

Da parte dei ragazzi che rappresenteranno l’Italia a Pechino, tutta l’emozione del caso. «Siamo molto contenti e speriamo davvero di poter fare bene in Cina perché crediamo che il nostro progetto possa avere un grande impatto e che l’evento di Pechino possa essere una grande occasione per farlo conoscere» ha detto Gregorio Curello. «Ci siamo chiesti come dare libertà a chi l’ha persa per una disabilità - ha spiegato Cristian Arena -, sviluppando una tecnologia in due parti che riguarda sia il movimento degli arti superiori che lo sguardo attraverso i quali comandare l’ambiente in cui la persona vive». Per fare questo, ha sottolineato Gabriele Lacquaniti, «ci siamo dovuti immedesimare nelle persone che abbiamo messo al centro del nostro progetto. Nella fase di sviluppo abbiamo poi avuto l’occasione di affinare le nostre capacità di problem solving e di lavorare in team con un approccio che ha coinvolto varie discipline».