Centro di aggregazione di Vibo Marina, Petracca tende la mano a Romeo: «Mettiamo da parte lo scontro e lavoriamo insieme»
Dopo il duro botta e risposta di inizio settembre, la consigliera prova a ricomporre il confronto ma torna a chiedere chiarimenti sull’incarico tecnico e sugli adempimenti necessari: «Verifichiamo insieme cosa manca e quali risorse servono per restituire la struttura alla comunità»
Smussa gli angoli, edulcora i toni, ma torna sulla questione che ha già determinato uno scontro durissimo con il sindaco Enzo Romeo. La consigliera comunale di Vibo Antonella Petracca affida a una nota ulteriori considerazioni sulla mancata riapertura del Centro di aggregazione sociale di Vibo Marina.
«Se dipendesse da me, vorrei vedere le porte del Centro aperte già domani», esordisce Petracca, che questa volta prova a spostare il confronto dal terreno dello scontro politico a quello degli adempimenti ancora necessari. «Non cerco uno scontro politico. Chiedo trasparenza, confronto e la volontà di unire le forze per raggiungere un obiettivo che appartiene a tutti».
La vicenda aveva già acceso il confronto a inizio settembre. Petracca aveva sollecitato il Comune a completare il percorso per restituire alla comunità la struttura, chiusa da anni, richiamando in particolare agibilità, interventi necessari e decoro dell’area.
Centro di aggregazione di Vibo Marina chiuso da anni, Petracca incalza il Comune: «Quel luogo deve tornare a vivere»Il giorno successivo era arrivata la durissima replica del sindaco Romeo, che aveva parlato di «battaglie di finta civiltà» e di iniziative utili soltanto a «ritrovare un po’ di visibilità», sostenendo al contrario che l’iter fosse già «in fase avanzata» e che fossero in corso piccoli lavori di manutenzione ordinaria e procedure amministrative.
Le domande sull'incarico tecnico
Ora Petracca insiste soprattutto sull’incarico tecnico finito al centro del suo approfondimento. La consigliera riferisce di avere acquisito la documentazione attraverso gli strumenti istituzionali e chiede al sindaco e alla Giunta di chiarire «a cosa serve e cosa attesta davvero questo documento» e se fosse opportuno impegnare risorse comunali per «una relazione di sola ricognizione dello stato dei luoghi», invece di concentrarle sugli adempimenti che, a suo giudizio, sono indispensabili per arrivare alla riapertura: accatastamento, conformità e agibilità.
Petracca richiama anche la richiesta di valutare il ritiro della determinazione n. 2133 del 16 luglio 2026, qualora ciò sia tecnicamente e giuridicamente possibile, per verificare se quelle risorse possano essere destinate alle attività necessarie ad accelerare l’apertura. «La logica è semplice: se ci sono risorse da utilizzare, vorrei che fossero investite in ciò che ci porta più velocemente e correttamente al risultato».
La consigliera tiene inoltre a precisare che si tratta di un Centro di aggregazione sociale e non semplicemente di un “Centro per anziani”. L’obiettivo, sostiene, dovrebbe essere quello di creare uno spazio aperto a tutta la comunità, capace di mettere insieme esperienza degli anziani ed energie dei giovani.
L'invito a superare lo scontro
Da qui l’invito a deporre le armi della polemica: «Non vorrei che una struttura che dovrebbe rappresentare aggregazione, incontro e partecipazione diventasse terreno di uno scontro politico. Qui non ci sono medaglie da assegnare. C’è un Centro da riaprire».
Infine l’appello diretto all’Amministrazione: sedersi attorno a un tavolo, verificare cosa manchi, quali siano gli adempimenti ancora da completare e quali risorse siano disponibili. «Se posso dare un contributo, voglio darlo. Se posso sollecitare, solleciterò. Se posso collaborare, collaborerò». E chiude: «Il Centro appartiene alla comunità e alla comunità dobbiamo restituirlo. Il prima possibile, con trasparenza, responsabilità e nel pieno rispetto delle regole».