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26/01/2026 ore 14.34
Società

Barriera frangiflutti a Pizzo, Paolillo insiste: «Brutta e inutile, mentre la Marina resta esposta al rischio mareggiate»

Dopo le dichiarazioni del sindaco che ai nostri microfoni ha parlato di «opera favolosa», interviene nuovamente l’attivista e referente Wwf: «Si tenta di spacciarla come messa in sicurezza, ma in quel tratto non c’è nulla da proteggere»

di Redazione

Dopo le numerose polemiche sul progetto di messa in sicurezza del lungomare tra la Marina di Pizzo e la Seggiola, il referente WWF e storico attivista pizzitano Pino Paolillo torna a intervenire per rispondere alle recenti dichiarazioni del sindaco Sergio Pititto, il quale ai microfoni del nostro network ha replicato alle critiche parlando di «scienziati da social» e assicurando che la nuova opera sarà «favolosa».

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Paolillo sottolinea di intervenire «da semplice cittadino che ha sempre amato il proprio paese, che rivendica il sacrosanto diritto di esprimere un’opinione sul suo futuro e nutrendo dei legittimi dubbi sull’infallibilità umana (compresa quella dei tecnici)». L’attivista osserva come, in questo caso, «non si tratta di una faccenda che riguarda solo aspetti di natura ingegneristica, dove viene conferito al mare il ruolo di “collaudatore” dell’opera, bensì soprattutto estetica e in cui i giudizi su ciò che è bello sono naturalmente soggettivi».

Paolillo contesta poi il mantra che circonda il progetto: «Ancora una volta però, nonostante lo avessi già chiarito in precedenza, si tenta di spacciare il progetto che interessa il tratto tra la Marina e la Seggiola come necessario per “la messa in sicurezza” della stessa Marina». Secondo l’attivista, «quasi tutto l’intervento non riguarda il vero lungomare (Cristoforo Colombo) e la Marina che, al contrario, continuano a rimanere esposti alle mareggiate, con rischi, quelli sì, per abitazioni, bar, ristoranti, pizzerie e il residuo lembo di spiaggia sopravvissuto all’erosione».

Riferendosi agli eventi climatici recenti, Paolillo ricorda come «le devastanti mareggiate che hanno investito il settore ionico della Regione, con gli effetti disastrosi per intere comunità rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme per quello che, malauguratamente, potrebbe accadere, per come è accaduto in diverse occasioni, a Pizzo».

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Secondo Paolillo, il progetto di fatto «mette in sicurezza qualcosa che già esiste, e nel tratto interessato non c’è e non c’è mai stato un “lungomare” da proteggere, semmai una vergognosa discarica cittadina (con annessa stazione di raccolta delle fogne) denunciata per decenni». L’attivista aggiunge che «la muraglia servirà principalmente per la realizzazione di un mega parcheggio (a gratis?) dal quale “è ovvio che il mare non si vedrà”».

La conseguenza, secondo Paolillo, è evidente: «Di fatto la vista, dalla Marina, di tutto lo splendido scenario del Golfo di Sant’Eufemia, a cominciare dalla pineta Colamaio, è stata cancellata». Nonostante ciò, ironizza l’attivista, il Comune assicura che, «dopo altri anni di lavori, altre tonnellate di terra e cemento riversate, muri paraonde, livelli rialzati, una bella scalinata e un terrazzino, come si dice? Chi vivrà (forse) vedrà». Per godere del panorama perduto, conclude Paolillo, «sarà sempre meglio che arrivare alla ‘Croce di Pamboffa’».

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