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05/09/2026 ore 18.03
Società

Angela Grillo vive nel ricordo di Zambrone, una serata di emozioni amplificate dal ritorno del violino di Greta Medini

A un anno dalla sua scomparsa l’Associazione Aramoni presenta il libro dedicato alla donna molto amata nella sua comunità. Durante la serata torna a suonare dopo dieci anni anche lo strumento della giovane e talentuosa violinista vibonese scomparsa nel 2016

di Redazione

A un anno dalla sua improvvisa scomparsa, Zambrone si è stretta attorno al ricordo di Angela Grillo. Una serata fatta di testimonianze, musica ed emozioni quella organizzata mercoledì sera in piazza 8 Marzo dall’Associazione Aramoni, che ha presentato il volume “Per Angela. Il filo della memoria”, nato per raccogliere e custodire le tracce lasciate dalla donna nella vita di familiari, amici, insegnanti e colleghi.

Il libro mette insieme voci e percorsi diversi, accomunati dall’affetto per Angela e dal ricordo di una persona capace di lasciare un segno nella comunità senza mai cercare il protagonismo. Ad aprire l’incontro è stato Corrado L’Andolina, sindaco di Zambrone e amico fraterno di Angela, che ne ha ripercorso la dimensione privata e quella pubblica, ricordandone la disponibilità, la solidarietà e l’attenzione costante verso gli altri.

Un’eredità che, nelle parole del primo cittadino, può diventare anche un invito rivolto alla comunità: orientare le proprie azioni verso il bene, ciascuno nel proprio ruolo.

A ricordare Angela negli anni della scuola è stata la sua professoressa Marcella Mellea, che l’ha descritta come una studentessa mite, discreta, comprensiva e intelligente, naturalmente portata verso la solidarietà. Aurelio Gaetano, intervenuto in rappresentanza dell’Unicef, ha invece sottolineato il sostegno che la famiglia ha voluto continuare a garantire alle iniziative dell’organizzazione, trasformando il dolore in un gesto concreto rivolto agli altri.

Particolarmente intensa anche la riflessione di padre Luigi Scordamaglia, parroco di Zambrone, che ha ricordato l’impegno di Angela nella vita parrocchiale e si è soffermato sul significato della fede e su quella dimensione nella quale l’amore e il bene compiuto continuano a vivere oltre l’assenza.

A chiudere gli interventi è stata Anna Collia, insegnante, amica di Angela e presidente dell’Associazione Aramoni. Nel suo ricordo ha ripercorso il rapporto nato negli anni della scuola e proseguito nel tempo, sottolineando uno dei tratti che più caratterizzavano Angela: il non cercare mai di stare al centro della scena riuscendo, allo stesso tempo, a essere una presenza importante e positiva nella vita della comunità. Disponibilità, dedizione, umanità e affetto sono stati i fili conduttori di una testimonianza particolarmente sentita.

Alcuni brani del libro sono stati affidati alla voce recitante di Dolores Mazzeo, dando forma alle parole di quanti hanno scelto di consegnare alla pagina scritta il proprio ricordo.

Dopo dieci anni torna a suonare il violino di Greta Medini

La serata ha poi regalato un momento dal forte valore simbolico. Dopo dieci anni è tornato a suonare il violino di Greta Medini. Per la prima volta dalla scomparsa della giovane violinista, lo strumento è tornato a vivere attraverso la musica, alla presenza anche della madre di Greta, Angela Crudo.

Quello stesso violino aveva già suonato a Zambrone quasi quindici anni fa, durante la presentazione de “Il canto del pettirosso”, il libro scritto dal sindaco e dedicato ai caduti sul lavoro del paese. Questa volta a imbracciarlo è stata la giovane violinista Miriam Pugliese, accompagnata alla tastiera dalla maestra Carmela Celestino, entrambe dell’Accademia Musikè di Vibo Valentia. Un passaggio capace di unire idealmente due storie e due assenze attraverso la musica.

Una serata partecipata che ha voluto andare oltre la semplice commemorazione. Il senso de “Il filo della memoria”, nelle intenzioni dell’Associazione Aramoni, è proprio quello di riconoscere ciò che della vita di Angela continua a rimanere negli altri: nelle amicizie, nei gesti di solidarietà, nell’amore per Zambrone e in quei piccoli e grandi momenti nei quali la sua presenza ha lasciato un segno.