A Tropea una serata di memoria per ricordare il genocidio di Srebrenica nel luglio del 1995
Nei locali di Santa Chiara un evento dedicato ad una delle pagine più buie della storia moderna. Un’occasione per riflettere sul fallimento della comunità internazionale e sul ruolo della memoria come presidio contro odio, violenza e nazionalismi
Trentuno anni dopo, la memoria di Srebrenica arriva anche a Tropea. L’11 luglio 2026, alle ore 19, nei locali di Santa Chiara, si svolgerà un evento di riflessione promosso dall’associazione Ets Alexandra per ricordare una delle pagine più drammatiche della guerra in Bosnia ed Erzegovina e dell’intero Novecento europeo.
La data scelta non è casuale. L’11 luglio 1995, nella città bosniaca di Srebrenica, si consumò il massacro di migliaia di uomini e ragazzi musulmani bosniaci da parte dell’esercito serbo-bosniaco. Nelle stesse ore, circa ventimila persone furono espulse dalla città, nel quadro di una tragedia segnata da violenze, deportazioni, pulizia etnica e dall’incapacità della comunità internazionale di impedire quanto stava accadendo nel cuore dell’Europa.
La memoria di un genocidio nel cuore dell’Europa
Srebrenica è diventata il simbolo del fallimento dell’Europa e delle istituzioni internazionali davanti alla guerra esplosa dopo la dissoluzione della ex Jugoslavia. Una guerra fratricida, combattuta a pochi anni dalla fine della Guerra fredda, che riportò nel continente immagini e pratiche che si pensavano consegnate alla storia: assedi, stupri sistematici, persecuzioni su base etnica, fosse comuni, espulsioni forzate.
La brutale uccisione dei musulmani bosniaci di Srebrenica è stata riconosciuta come genocidio dal Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia. Nel 2024 anche l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato l’11 luglio Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica, da osservare ogni anno per onorare le vittime e rafforzare il dovere della memoria.
L’iniziativa dell’associazione Alexandra
L’appuntamento di Tropea nasce dalla convinzione che il ricordo di Srebrenica non appartenga soltanto ai luoghi in cui quella tragedia si è consumata, ma riguardi l’intera coscienza europea. Per l’associazione Ets Alexandra, rappresentata da Emanuele Giudice, la memoria del genocidio interroga anche le comunità locali e il loro patrimonio civile.
L’iniziativa in programma a Santa Chiara vuole essere un momento di riflessione sul ripudio di ogni forma di violenza, sul rispetto della dignità umana e sul valore del diritto internazionale. Principi che, secondo i promotori, non possono restare confinati nei grandi consessi diplomatici, ma devono diventare parte viva della cultura democratica dei territori.
«Il ripudio di ogni forma di violenza e disprezzo della dignità umana e il primato dei principi del diritto internazionale - sottolinea l’associazione - non possono essere estranei al patrimonio di valori delle comunità locali».
A Tropea, dunque, la ricorrenza dell’11 luglio diventerà occasione per riportare al centro il senso della memoria come responsabilità pubblica: ricordare Srebrenica significa non soltanto rendere omaggio alle vittime, ma riconoscere quanto fragile possa diventare la convivenza quando prevalgono odio, nazionalismi e negazione dell’altro.