A Pizzo il ricordo delle vittime dell’alluvione del 3 luglio 2006, il sindaco: «Oggi più che mai bisogna costruire territori sicuri»
VIDEO | Nel ventennale del tragico evento, l’amministrazione comunale ha commemorato i tre concittadini scomparsi quel giorno, tra cui il piccolo Salvatore Gaglioti di appena 15 mesi. I familiari: «Parlare non è servito a niente»
Un dolore ancora vivo, una tragedia ancora presente nella memoria e negli occhi dei familiari. Nel ventennale della tragica alluvione, che il 3 luglio del 2006 si abbatté su Vibo Valentia e le sue frazioni costiere, la città di Pizzo ha ricordato le vittime di quel tragico evento: le guardie giurate Nicola De Pascale e Ulisse Gaglioti e suo nipote Salvatore Gaglioti, di 15 mesi appena, strappati alla vita dalla furia dell’acqua lungo la Statale 18. Tre cittadini di Pizzo che l’amministrazione comunale ha voluto omaggiare con un momento di raccoglimento e preghiera, citando anche la quarta vittima, Antonio Arcella, colpito da un fulmine nelle campagne di Sant’Onofrio mentre cercava di mettere al riparo il suo gregge.
La targa, posizionata un anno dopo i fatti lungo la scalinata che collega la piazza alla Marina, ne perpetua ricordo e, al contempo, affida un monito alle generazioni future.
«Ma il ricordo vero è quello che prende forma in ciò che stiamo facendo e in quello che dobbiamo ancora fare - ha detto nel suo intervento il sindaco di Pizzo, Sergio Pititto -. Perché abbiamo responsabilità precise come amministratori e come uomini. Perché alcune disgrazie, benché frutto di eventi eccezionali, potevano essere evitate se nel tempo ognuno di noi avesse fatto quello che c'era da fare. Quindi, oggi più che mai, bisogna costruire territori sicuri, creare reti tra le istituzioni, mettere le nostre città in condizioni di maggiore vivibilità».
E ha aggiunto: «Sicuramente oggi siamo più preparati rispetto a vent’anni fa: c'è stato un risveglio di coscienze, c’è stato un sostegno da parte dello Stato. Occorre però continuare a tenere alta la guardia e il livello d'attenzione per evitare gli errori del passato. Ci deve essere in noi la consapevolezza che vanno fatte scelte di diverse rispetto al passato. Scelte che possano creare le condizioni per una maggiore sicurezza».
«Caro papà, 20 anni senza di te ma il dolore non va via»: la lettera della figlia di Nicola De Pascale morto nell’alluvione di ViboIn questa battaglia di civiltà, secondo il sindaco, le famiglie delle vittime del 3 luglio hanno dato un grande apporto. «Con loro ho un rapporto bellissimo. Ho conosciuto sul lavoro Nicola e Ulisse, e le loro famiglie in questi lunghi anni hanno portato avanti il loro sacrificio con grande dignità. E questo è il ricordo forte che noi abbiamo dentro e che mi sprona, da amministratore, ad impegnarmi ancora di più per rendere il nostro territorio più sicuro».
La composizione floreale deposta sotto la targa, la benedizione di don Fortunato Figliano, gli occhi lucidi dei familiari. Restano, come sospese, quelle domande che da vent’anni attendono risposte. «Abbiamo detto già abbastanza in tutto questo tempo ma non è servito a nulla - è il commento corale dei presenti -. Oggi preferiamo restare in silenzio…».