A Jonadi gli abiti da sposa diventano strumenti di inclusione e rinascita: nasce la sartoria sociale che aiuta le donne in difficoltà
Il progetto «Radici che curano» dell’associazione Curandera APS, diretto dalla stilista Sara Grillo, punta a coniugare riciclo, artigianato e solidarietà. Il Comune mette a disposizione i locali per il laboratorio, che accoglie persone in condizioni di svantaggio sociale e promuove il valore del lavoro manuale. L’appello a donare i vestiti nuziali in disuso
La sartoria sociale è un progetto che, attraverso il riciclo degli abiti da sposa, ha l’obiettivo di aiutare le donne che hanno problemi di depressione o che si trovano in condizioni di svantaggio sociale, promuovendo l’inclusione e la rigenerazione, ma ha anche lo scopo di tramandare l’antica arte del cucito a mano.
Si tratta di un laboratorio tessile che non si limita alla produzione di abiti, ma promuove l’inclusione lavorativa e la crescita personale di persone svantaggiate, come vittime di violenza o persone con disabilità. Il lavoro manuale diventa meditazione: le mani cuciono, la mente si calma, il gruppo cura.
Il progetto di Curandera APS e il sostegno del Comune di Jonadi
Si tratta di un’iniziativa recentemente messa in campo dall’associazione Curandera APS, con la direzione artistica e artigianale di Sara Grillo. Ad abbracciare in maniera convinta questa iniziativa è stato anche il sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, che ha dimostrato concreta attenzione per il progetto mettendo a disposizione i locali per il laboratorio di sartoria artigianale, credendo nel valore dei mestieri artigianali come strumento di inclusione e di spirito di comunità.
La direzione del progetto è affidata a Sara Grillo, stilista e artigiana con trent’anni di esperienza nel campo della sartoria e oltre quindici anni di attività in un atelier specializzato in abiti da sposa e da cerimonia su misura.
Come contribuire alla sartoria sociale
Chiunque può donare, per questo progetto, abiti da sposa o da damigella in disuso, ma anche manichini, ferri da stiro e materiale di merceria, con lo scopo di contribuire al rinnovamento degli abiti da sposa. La partecipazione all’iniziativa «Sartoria Sociale – Radici che curano» ha carattere di volontariato.
«Dare nuova vita ad abiti in disuso – ha affermato Sara Grillo sul suo profilo Facebook – è una cosa che mi entusiasma, così come l’aspetto ecologico: la Terra ci ringrazia se non la inquiniamo con i vestiti usa e getta. Un ringraziamento va al sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, che con sua sensibilità e attenzione concreta verso il sociale ha restituito dignità al fare manuale e speranza a tante donne».