Vibo Marina, l’appello della Pro Loco: «Qui neanche un euro dal Pnrr Salute, la nuova Casa di Comunità datela a noi»
L’associazione denuncia la mancanza di servizi sanitari di prossimità nel centro costiero e protesta di fronte alla decisione dell’Asp di aprire la nuova struttura a Moderata Durant.
Nel cuore di una comunità che si percepisce «spesso considerata una periferia o un posto di frontiera», la Pro Loco Vibo Marina APS affida a una nota pubblica un appello che è insieme proposta e denuncia. «Con compiacimento apprendiamo dalla stampa che l’Asp di Vibo Valentia sia riuscita ad ottenere dalla Regione un’ulteriore “Casa della Comunità”», si legge nel documento, ma subito il tono si sposta: quella struttura «si intenderebbe aprire a Vibo città», dove «già si dispone di diverse postazioni sanitarie».
Asp di Vibo, il nuovo commissario Sestito si presenta: «Sei Case della comunità entro giugno e 8 milioni per le liste d’attesa»La nuova Casa di Comunità, come annunciato dall’Asp, sarà realizzata nell’edificio del Poliambulatorio di Moderata Durant. Ma la Pro Loco di Vibo Marina chiede di rivedere la destinazione, «valutare se non sia il caso di aprire questa sesta Casa della Comunità a Vibo Marina», «decentrandola quindi con buon senso in un territorio costiero importante». La Pro Loco quindi denuncia: «Diversi cittadini purtroppo rinunciano a curarsi specie anziani, disoccupati, poveri che non riescono a spostarsi ripetutamente per diversi Km di strada pericolosa».
Il sodalizio insiste poi sull’esclusione dai finanziamenti: «Vibo Marina non sembra sia stata oggetto al momento di neanche un euro di investimento con le tante opportunità offerta dal PNNR missione 6 Salute». Una constatazione che si lega alla richiesta di «una nuova e più equa distribuzione dei servizi nel territorio», così da «garantire in loco i Lea, la prevenzione, la diagnosi-cure primarie».
La voce dell’associazione si sofferma quindi sulla realtà locale, «una grande comunità marittima-portuale-industriale-turistica» che oggi «si trova totalmente priva di una postazione sanitaria di prossimità moderna e funzionale». I numeri evocati — «circa 10mila residenti, più domiciliati per lavoro, numerosi turisti» — accompagnano una descrizione di bisogni rimasti inevasi, «specie dei soggetti più fragili».
Non manca una proposta operativa: «L’Asp potrebbe forse attivarsi, in collaborazione con Enti locali ed altre Istituzioni interessate», per «utilizzare in breve tempo come Casa della Comunità un edificio pubblico al centro di Vibo Marina di recente messo a nuovo o altri locali disponibili». In prospettiva, si richiama anche «la costruzione a breve dell’Edificio Polivalente promesso dal Comune» e la necessità che l’azienda sanitaria «si doti finalmente di locali propri».
Il passaggio più ampio del documento delinea ciò che una struttura del genere dovrebbe garantire: «Una Casa della Comunità, moderna e dignitosa, ove possano trovare spazio alcuni servizi di assistenza sanitaria primaria ancor oggi totalmente mancanti», dalla continuità assistenziale alle attività infermieristiche, fino al supporto per le emergenze. Ma più che l’elenco, è l’idea di fondo a emergere: «Il tutto necessario in un territorio fulcro dell’economia della città, più difficile da promuovere in carenza di opere e servizi essenziali».
L’appello si chiude con una disponibilità esplicita: «Questa Pro Loco si dichiara disponibile ad un confronto ed a collaborare con volontari ed altre associazioni nel funzionamento di una Casa della Comunità a Vibo Marina».